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5 lezioni di Leadership da Star Wars

5 lezioni di Leadership da Star Wars

Cosa hanno a che fare gli Jedi di Star Wars con la Leadership? Apparentemente sono mondi lontani. Infondo, l’Impero e gli Jedi sono realtà nate dalla fantasia di George Lucas, immersi tutti nella tutta umana lotta tra “bene e male”. E se leggessimo così Star Wars, in effetti ci sarebbe da chiederselo ancora: cosa c’entra una cosa come la leadership in una guerra stellare? Tuttavia nell’Universo di Guerre Stellari, gli stili di leadership saltano subito agli occhi: l’Imperatore e Darth Vader con il lato oscuro della Forza contrapposti agli Jedi e di Luke SkyWalker con la loro Forza Universale mossa da emozioni costruttive e dalla resilienza. Modelli diversi, risultati diversi. Uno parte dall’uso dell’ego, delle paure, delle debolezze, dal senso di perdita che inevitabilmente alberga dentro di noi . L’altro usa l’istinto, l’intuito, la conoscenza, la fede e la fiducia in se stessi per attivare processi di resilienza e cambiamento generativi e positivi. Andiamo a conoscere insieme la Forza di questi stili di Leadership e gli spunti che questa riflessione è riuscita a ispirare in un articolo tratto dal magazine Forbes. – Coach Daniela Marrocco   Nell’universo di Star Wars, c’è veramente molto da imparare su cosa NON FARE osservando gli errori fatti dall’Imperatore e da Darth Vader durante la loro sfortunata occupazione come leader dell’Impero Galattico. Ma, per quanto sia divertente imparare dagli errori degli altri, è anche importante avere dei modelli positivi. Per questi non c’è nessuno di meglio a cui rivolgersi che ai cavalieri Jedi. Ecco alcune lezioni che i Jedi possono insegnarvi.   LASCIA ANDARE LA TUA PAURA “Allenati a lasciar andare ogni cosa che...
Start Up: le domande per farle germogliare

Start Up: le domande per farle germogliare

A cosa può dar vita l’incontro tra Start Up e Coaching? Per prima cosa, a molte utili riflessioni. Quelle che seguono sono frutto di un’esperienza condivisa dal coach Pasquale Adamo con i giovani imprenditori ospitati dall’incubatore MEDAB dell’Istituto Agronomico Mediterraneo Bari. In questo contesto stimolante ed integrato, è stato loro proposto, tra gennaio e luglio 2015, un percorso di mentoring e coaching con l’obiettivo di accompagnare la germogliazione delle loro idee. Immaginate una ventina di ragazzi con un’idea di business per la testa, una Start Up, una sorta di seme che è stato solo scoperto, ma che occorrerà interrare e concimare. Ora immaginate che in questo processo intervenga un Coach, impegnato nell’accompagnarli alla scoperta dei loro punti di forza e di debolezza: di quali aspetti dovrà tenere conto in una realtà imprenditoriale che si sta formando? La mia esperienza di Coaching al fianco delle Start Up mi ha insegnato che è importante soffermarsi su alcuni punti generali che ora condividerò con voi. CHI La prima abilità che un Coach deve possedere per lavorare con le Start Up è quella di comprendere chi ha di fronte in termini di Business (attitudine all’imprenditorialità), in termini di motivazione (quanto ci credi nella tua idea) e in termini di team (quanto il gruppo di lavoro può chiamarsi Team). Naturalmente, il percorso di Coaching è stato differente sulla base dei dati riscontrati, ma in tutti i casi l’obiettivo principale è stato quello di creare affiatamento all’interno del Team, elemento indispensabile per prendersi cura della propria Start Up. A questa è seguita un’azione mirata ad innalzare i livelli di motivazione, condizione indispensabile per procedere con la realizzazione della...
Obiettivo Ben Formato: la bussola che sa dove vogliamo arrivare

Obiettivo Ben Formato: la bussola che sa dove vogliamo arrivare

L’Obiettivo Ben Formato è uno dei preziosi metodi a disposizione del coach per guidare il cliente verso la realizzazione di ciò che davvero desidera, nel lavoro come nella vita, ed è un punto cardine nella formazione del Coach Professionista. Il piccolo passo di oggi, un giorno diverrà sicuramente una grande strada, scrive il leader buddista giapponese Daisaku Ikeda nel suo libro “La Nuova Rivoluzione Umana”. E’ proprio vero, la strada si costruisce compiendo dei passi e questi passi sono guidati dal verbo “fare” e non dal verbo “dovere”. E non basta neanche “volere” e “potere”, per costruire la NOSTRA grande strada dobbiamo FARE. Passi che si muovono, dunque, poco importa se siano lenti o veloci, ciò che conta davvero è che si muovano e che abbiano ben chiara la direzione e, soprattutto, che sappiano dove vogliono arrivare. E’ sempre l’azione che fa la differenza quando ci si pone un obiettivo. Il primo punto che dobbiamo tener presente è stabilire dove siamo ora e dove vogliamo arrivare.  Di fondamentale importanza è definire come arrivare, cioè tutti i passi (strumenti, risorse ed azioni) necessari per arrivare da un punto all’altro. Quante volte ci è capitato di stabilire un obiettivo e di fermarci a metà strada senza averlo portato a termine? Non tutti sanno che esiste un metodo efficace per imparare a dare una forma ai nostri obiettivi e per raggiungerli con passi più agili. Nel coaching questo metodo viene definito Obiettivo Ben Formato. La tecnica dell’Obiettivo Ben Formato consegna una bussola che ci aiuta ad orientarci mentre percorriamo la nostra strada.  Ecco i passi da seguire per dare forma al tuo obiettivo Esprimi...
Definizione di coach

Definizione di coach

SIAMO TUTTI COACH. O anche no. Come ti definisco il coach dipanando un po’ di nebbia.   Andiamo, diciamola tutta. Lo hai pensato. Almeno una volta lo hai pensato leggendo la parola coaching. Cosa diavolo è il coaching, o meglio ancora, cosa fa un Coach? Lo capisco. Fino a qualche tempo fa associavi questa parola agli allenatori sportivi (ma non siamo tutti allenatori in Italia poi – soprattutto nei Bar Sport)… Comunque dicevamo, bene che ti andava il coach era il tuo personal trainer in palestra dove tra Crossfit e sala pesi ti diverti a seguire gli obiettivi della forma fisica. O forse, già acculturato delle nuove professioni, avevi capito che qualsiasi persona in grado di essere un esperto in qualcosa – e bada bene che in Italia siamo tutti un poco esperti di qualcosa – per “modernizzare” il concetto hai letto la parola Coach come appendice di un ambito professionale (look-coach, fashion coach, vocal coach, artist coach, outfit coach…). Insomma, ovunque ci fosse anche un improbabile ambito professionale inesplorato l’assioma del professionista si sposava con la parola coach. Solo che così probabilmente, ti sarai sentito confuso, in un labirinto di definizioni senza senso. Si vero, non fanno prima a definirsi consulenti? Ebbene, da Coach  oggi  ho deciso di dare un po’ di risposte in merito a questa figura professionale, come è nata e si è evoluta. Sto parlando di quello stuolo di professionisti che si definiscono Coach accompagnandosi al massimo alle seguenti parole: business, love, life, mental, sport. Per oggi, lascerò da parte i singoli ambiti e mi concentrerò a farti luce nella testolina pensierosa di te che...
Perché il coaching funziona

Perché il coaching funziona

Il Coaching funziona perchè non è soltanto una professione o un insieme di tecniche, ma è un METODO di lavoro e di vita! Trattandosi di un METODO, quindi, è: 1. EFFICACE: è stato testato migliaia di volte; 2. REPLICABILE: può essere eseguito da chiunque; 3. TRASVERSALE: può essere utilizzato in qualsiasi campo e ottenere risultati grandiosi. Il METODO che ti insegna il Coach si basa su alcuni semplici passaggi, che se eseguiti con cura e attenzione possono fare la differenza sia sul lavoro, che nella vita privata; sia nello sport, che nelle relazioni interpersonali. Ecco i passaggi del METODO del Coach: 1. ASSUMITI LA RESPONSABILITA‘: Il tuo benessere, la tua felicità e il tuo successo sono sotto la tua responsabilità! Se qualcosa non funziona e continui ad accusare gli altri, non cambierai di una virgola il tuo stato attuale. Se, invece, scopri quali sono i tuoi limiti e le tue aree di miglioramente, allora, puoi improntare un programma di cambiamento. 2. OSSERVA e ASCOLTA: Per rintracciare le tue aree di miglioramento devi essere in grado di osservare e ascoltare. La prima cosa che impara un Coach è quella di Osservare e Ascoltare in modo efficace. Sono gli unici strumenti (i sensi) che l’uomo possiede per raccogliere informazioni dal mondo esterno, pertanto, devono essere estremamente allenati e accurati. Affidati ad un Coach per imparare! 3. SPERIMENTA e CREA: Questo è uno dei punti di forza del METODO del coaching. Devi sperimentare. Devi sbagliare, cadere in errore, provare, “sporcarti le mani”. Tutto le conclusioni a cui arrivi devono essere sperimentate sul campo. Solo così puoi convalidarle e apprenderle. Inoltre, così facendo...
I 10 comportamenti dell’imprenditore di successo

I 10 comportamenti dell’imprenditore di successo

Qualche tempo fa, mi è capitato di leggere un articolo che si soffermava sulle cause che portano al fallimento di un imprenditore. Ho condiviso pienamente le ragioni individuate, ma come spesso accade, in questi articoli non vi erano le soluzioni! Ed ecco che è intervenuto il mio istinto di Business Coach. Non è sufficiente dire agli altri quello che “non va”, piuttosto è importante suggerire la direzione! Pertanto, ho pensato ai 10 comportamenti che nel business portano al successo. 1. TROVARE MOTIVAZIONI: se è vero che le scuse non servono per giustificare i propri fallimenti, è anche vero che solo l’auto-motivazione può portarci al successo. Quando decidi di essere un libero professionista e un imprenditore, tutto quello che fai ti deve motivare profondamente, altrimenti finirai per abbandonarlo o farlo male! 2. INDIVIDUA LE TUE AREE DI MIGLIORAMENTO: prendersela con gli altri non serve a nulla! Ma nemmeno con se stessi! E’ importante, piuttosto, capire cosa si può migliorare di se stessi, in un continuo processo di crescita e sviluppo personale/professionale. 3. DARSI DELLE PRIORITA‘: individua le tue priorità. Tutti noi abbiamo molteplici impegni, diverse passioni, differenti obeittivi. Per avere successo nella tua vita professionale devi essere in grado di stabilire con ordine e rigore le tue priorità. L’alternativa è essere fagocitati dalle tante cose da fare e non farne nessuna bene. 4. APRITI AL CONFRONTO: non ti chiudere nella tua torre d’avorio, altrimenti prima o poi, crollerà! Piuttosto, agevola e cerca occasioni di confronto. Esso è fonte di arricchimento, ispirazione e conoscenze reciproche. 5. DECISION MAKING: come professionista e imprenditore ti troverai innumerevoli volte nelle condizioni di dover prendere...
Self-coaching: il pensiero e l’azione

Self-coaching: il pensiero e l’azione

Il Coaching è la disciplina che ti insegna a raggiungere l’eccellenza. Il Coaching non è soltanto un insieme di tecniche e di strategie utili a lavorare su di sè, ma è un approccio alla vita, è uno stile di pensiero, è un metodo di lavoro! In questo articolo, vederemo in che modo il Coaching interviene sul nostro sistema di pensiero e, di conseguenza, quali sono i risultati che si possono ottenere. Naturalmente, il Coach interviene sia sul nostro sistema di pensiero (convinzioni limitanti e abitudini dannose), sia sul nostro sistema comportamentale (atteggiamenti e azioni limitanti). Ecco un esempio di pensiero e azione inefficace: a) intorno a me assisto ad un cambiamento (calo del fatturato, calo della performance sportiva, conflittualità nelle relazioni) b) Evito la realtà e cerco di non pensarci. c) Quando la situazione diventa insostenibile inizio a incolpare gli altri: “i miei collaboratori sono inaffidabili”, “il mio allenatore non è all’altezza”, “gli altri non mi capiscono”. d) Quando incolpare gli altri non è più sufficiente, inizio a trovare scuse: “è colpa della crisi”; “non  sono fortunato”; “gli altri mi invidiano” e) L’unica azione possibile è l’attesa e la speranza che qualcosa cambi! Vediamo ora cosa ti insegna il Coach e come lo schema precedente venga completamente stravolto. Pensiero e Azione efficace: a) intorno a me assisto ad un cambiamento (calo del fatturato, calo della performance sportiva, conflittualità nelle relazioni, etc) b) Indago la realtà e mi chiedo: “cosa sta succedendo?” In questo modo, vado alla ricerca delle cause del cambiamento. c) Riconosco la realtà e trova una soluzione. Dopo aver trovato le cause del cambiamento, evito le scuse...
Cosa demotiva un team di lavoro

Cosa demotiva un team di lavoro

Molti Imprenditori e Responsabili delle Risorse Umane dichiarano di avere una grossa difficoltà nella capacità di Motivare i propri collaboratori. E’ un problema molto diffuso. Saper motivare il proprio Team può sembrare difficile: tante persone da gestire, persone così tanto diverse tra loro e poi, ci sono le “faccende da sbrigare” e gli “impegni da assolvere“. In realtà, saper motivare il proprio team è difficile solo fino a quando non si comprende il valore che tali Risorse Umane hanno per l’Azienda stessa (se le hanno chiamate “Risorse” ci sarà una ragione!). Il Business Coach è la figura professionale che può aiutare l’imprenditore in questo compito impegnativo, fornendogli strumenti e strategie per tenere sempre alta la Motivazione dei propri collaboratori. Sulla base della mia esperienza di Business Coach, ho individuato le principali cause alla base della demotivazione del proprio Team: 1. Regole poco chiare e non condivise. Se una Risorsa vive in un contesto aziendale caratterizzato da regole “ambigue”, che a volte vengono rispettate ed altre volte meno, regole che vengono seguite solo da alcuni e che non sono state trasmesse in modo chiaro e comprensibile, allora la demotivazione è alle porte! 2. S.O.S. continui. Molti Manager e Imprenditori lavorano meglio “sotto stress“. Per questo, tendono a ridursi all’ultimo momento per portare a termine il loro lavoro e a procrastinarlo fino all’ultimo istante possibile. Questa “emergenza continua“, però non aiuta i tuoi collaboratori. Lo stress a lungo andare logora, crea stanchezza fisica e mentale e lavorare in queste condizioni fa aumentare esponenzialmente le occasioni di conflitto. 3. Ruoli indefiniti. Cosa accadrebbe se a pilotare l’aereo sul quale sei appena salito, vi...
Promuovere se stessi

Promuovere se stessi

Quante volte ti è capitato di sperimentare questo gioco? Scopri le differenze! Due vignette, apparentemente identiche, ma che in realtà nascondevano delle differenze! A volte grandi e visibile, tante altre piccolissime e impercettibili. Era importante concentrarsi, avere l’occhio allenato e saper cogliere le sfumature per poter individuare cosa cambiava da una immagine all’altra. Credo che questo gioco rifletta perfettamente una situazione che tutti noi abbiamo sperimentato, almeno una volta, nella vita. Ti chiedo di recuperare nella tua memoria, un momento in cui hai fortemente voluto qualcosa, in cui ti sei impegnato al 100% per ottenere un determinato risultato e hai raggiunto il tuo obiettivo. Può essere una situazione qualsiasi: la tua laurea,  la conquista di un partner, la risoluzione di un conflitto, la vendita di un prodotto, l’acquisizione di un nuovo cliente, la realizzazione di un sogno… In tutti questi casi, hai dato il meglio di te e hai adottato una strategia vincente per ottenere il risultato che ti eri prefissato. Probabilmente, ti sei preparato “fisicamente e mentalmente”, ti sei posto positivamente nei confronti tuoi e dell’obiettivo che avevi e poi ti sei lanciato nella sfida… (il tutto, più o meno consapevolmente) Ora, ti sarà capitato anche di non raggiungere il tuo obiettivo. Di essere insoddisfatto del tuo risultato e di aver “mancato il colpo”. Eppure, dal tuo punto vista, l’impegno profuso, la strategia messa in campo e le tue risorse impegnate sono state le medesime. Allora, cosa ha fatto la differenza? Durante i miei incontri di coaching e durante la mia attività formativa, utilizzo questo eccezionale strumento preso in prestito dal mondo della PNL (Programmazione Neuro Linguistica) e...
Impegno o interesse?

Impegno o interesse?

QUAL E’ LA DIFFERENZA TRA IMPEGNO e INTERESSE? C’è una grande differenza tra “interessarsi A qualcosa” e “impegnarsi IN qualcosa“. Tante volte, quando non  raggiungi i tuoi obiettivi, quando non sei soddisfatto dei tuoi risultati, probabilmente, ti sei solo interessato a quella meta, ma non ti sei impegnato. Impegnarsi IN qualcosa è ben diverso. La differenza non è tanto COSA fai, ma COME lo fai! Lascia che ti racconti questa storia: “Terry Fox, atleta Canadese, decise di percorrere a piedi il Canada. Il 12 aprile del 1980 partì dalla Costa Atlantica del Canada per raggiungere a piedi quella dell’Oceano Pacifico. Il suo OBIETTIVO era di raccogliere un dollaro per ogni cittadino canadese, da devolvere alla lotta contro il cancro. L’incredibile è che lo fece con una gamba sola, perchè proprio il cancro, lo aveva privato dell’altra. Corse ogni giorno per 42 chilometri, attraversando vari stati del Canada. L’impresa fu nominata “Maratona della speranza” e purtroppo non si completò perché, dopo 143 giorni e 5373 chilometri, il primo settembre 1980, presso Thunder Bay, dovette interrompere la sua fatica perché gli furono diagnosticati grumi tumorali su entrambi i polmoni. Dopo la sua morte, fu istituita la “Terry Fox Run“, una corsa non competitiva che nel settembre di ogni anno si svolge in varie località con lo scopo di tenere viva la memoria di Terry Fox raccogliendo fondi per la ricerca oncologica. In seguito Steve Fonyo, sopravvissuto al cancro, percorse con la gamba sinistra amputata la distanza che mancava a Terry per finire la sua “Maratona della speranza“.  (Wikipedia) L’impegno è la volontà di fare tutto il possibile. E’ una promessa fatta a...
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