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Nessuno fa le cose come faccio io. Mi tocca farle sempre in prima persona.

Nessuno fa le cose come faccio io. Mi tocca farle sempre in prima persona.

“Nessuno fa le cose come le faccio io, per quello mi tocca farle in prima persona.” Lascia subito che ti dica una cosa: HAI RAGIONE. Totalmente ragione! Ti chiederai: allora a cosa mi serve leggere il tuo articolo, Daniela? Te lo spiego subito. Il fatto di avere ragione, non significa che non ci sia qualcosa di diverso che puoi fare. Tu hai sicuramente moltissimi compiti e moltissime cose da fare nel tuo ruolo di imprenditore e/o manager di azienda. Tuttavia, per esperienza diretta sul territorio degli imprenditori, spessissimo ho assistito a questo tipo di scene: Dottore non funziona più il pc, come dobbiamo fare? L’ENEL è saltata (intendendo l’energia elettrica), che si fa? Dottore, l’impianto di allarme lo devono controllare. Serve il responsabile della sicurezza e il responsabile. Viene? Dottore, c’è un cliente che non ne vuole sapere di accettare l’offerta, posso passarglielo? La stampante si è rotta. Possiamo acquistarne un’altra? Probabilmente – parlando di PMI o MICROIMPRESE – queste richieste sono più o meno ricorrenti e plausibili. Non ne parliamo se poi l’impresa è fatta da pochissime persone. Le magliette dei ruoli sono praticamente a strati: il manager è gioco forza anche il responsabile sicurezza, il responsabile acquisti e forse anche il gestore clienti in post vendita, oltre che il direttore commerciale. Insomma, più funzioni collassate su di te. Tuttavia, prenditi qualche secondo in più e rileggi le 5 richieste sopra. Guardale e rileggile. Ti sembra forse che abbiano tutte lo stesso peso? Ritieni che siano risolvibili solo da te? Certo, mi dirai: no, certo che no. Posso certamente delegarle. Solo che chissà come mai quando le delego,...
Come misuro il successo? Dalla felicità

Come misuro il successo? Dalla felicità

Circa un mese fa ero a Rimini per lavorare insieme a 600 imprenditori ad un workshop sul marketing e lo sviluppo di progetti correlati. Hai capito bene: 600 imprenditori. Tutti e 600 seduti tra i banchi di un palazzetto dello sport ad imparare dai “grandi”, da chi ce l’aveva fatta e da chi aveva da condividere modelli e strumenti per “farcela a nostra volta”. Non starò qui a farti il resume di ciò che ho imparato. Ma una cosa voglio dirtela. Uno dei maestri – Jay Abraham, che per dirtela in breve è il fautore del successo dei libri che oggi fa vivere nella fama Antony Robbins, coach mondiale e ispiratore – ha portato la nostra attenzione SUL VALORE. Parola che forse non ti aspetti da un americano e che con i soldi ha ben poco a che fare. Te la riassumo così: per avere successo con il tuo brand, il tuo progetto e la tua iniziativa devi poter pensare sempre al VALORE, all’elemento differenziante positivo che è in grado di portare nella vita delle persone cui è destinato. Apparentemente fa molto new age e poco concreto. E non è finita qui: pensare  al VALORE significa anche occuparsi di quel valore aggiunto che le persone che contribuiscono a realizzare quel progetto/prodotto/servizio/brand stanno ricevendo nel loro lavoro.   Jay lo ha chiamato Love Label. Per tutti noi lì, coach compresi, aveva il sapore del fare le cose con amorevolezza e con  passione, determinazione e sano divertimento.   Perché se ciò che fai non ti diverte, non ti appassiona, non ti dà valore e non dà valore alle persone cui è...
La Ruota della Vita

La Ruota della Vita

La Ruota della Vita è un efficace strumento di Life e Business Coaching che ci aiuta a porci delle domande e a fare delle valutazioni per comprendere il momento che stiamo vivendo e gli obiettivi che vogliamo raggiungere. Elisa Marangio, esperta di formazione e sviluppo delle risorse umane, diplomata alla Scuola di Coaching MCI, ci spiega come utilizzarla.      Il tipo di domande che ci poniamo determina la qualità della nostra esistenza! Nasce da quest’assunto quello che è considerato, a ragione, uno dei principali strumenti del Coaching. La Ruota della Vita serve a scattare un’istantanea della propria esistenza, aiutando la riflessione sui singoli aspetti che la caratterizzano, così da tracciarne il quadro complessivo e stabilire la rotta migliore da seguire. Ogni spicchio del cerchio rappresenta un aspetto particolare dell’esistenza e l’esercizio consiste nell’autovalutazione degli ambiti più importanti, secondo una scala da 1 a 10 (0 corrisponde a soddisfazione nulla, 5 a soddisfazione mediocre, 10 a soddisfazione eccellente). Per stimolare la riflessione e facilitare l’auto-valutazione possiamo chiederci Sono soddisfatto del mio corpo? Mi piace la mia immagine allo specchio? Godo di buona salute? Qual è il mio livello di energia? Conduco una vita dinamica o sedentaria? Di che umore sono, di solito? Sono in grado di gestire le emozioni o ne sono spesso sopraffatto? Sono soddisfatto della mia casa? La considero accogliente e confortevole? Quali emozioni mi trasmettono i luoghi in cui trascorro molta parte del mio tempo? Dedico un tempo sufficiente alla crescita personale? Sono  soddisfatto delle cose nuove che imparo? Mi concedo tempo sufficiente per lo svago? Mi prendo di tanto in tanto una vacanza? Che rapporto...
Il Team Vincente non è democratico

Il Team Vincente non è democratico

Vuoi avere un team vincente che funzioni? Lascia stare la democrazia. Ti sembra un’affermazione azzardata? Si parla così tanto di team, squadra, gruppo… ma di cosa si sta parlando effettivamente? L’idea di fondo è mettere insieme diverse persone, possibilmente di talento e competenti, poi inserire la benzina degli obiettivi, da raggiungere con scadenze specifiche, quindi lasciare che le persone siano guidate da un leader più o meno direttivo e consapevole dei suoi passi. Spolveri il tutto con un pizzico di motivazione e di premialità, e infine dovresti ritrovarti con persone sorridenti e meravigliosamente in grado di garantirti i risultati che hai fissato in un dato tempo. Bella ricetta vero? Eppure c’è un però. Non è tutto idillio, motivazione, persone che si parlano e scelgono insieme. Davvero esiste una strana verità per un team vincente, ed è questa: i team migliori NON sono democratici. So che forse sto sconvolgendo la tua idea di team, di apertura, di considerazione e di valorizzazione delle risorse umane. Ciononostante, lo ripeto: i team migliori NON sono democratici.   Non so se hai esperienza di lavoro di squadra, se sei un imprenditore, probabilmente si. Anche fossi un manager, direi che questo articolo potrebbe incontrarti in una delle tue esperienze professionali. Non c’è che dire se sei un allenatore o un dirigente sportivo, sei praticamente nella tua dimensione. Ma lo ridico piano: i team migliori non sono democratici. Mi tocca ora spiegarti il perché, prima che tu torni alla vecchia idea di leadership dittatoriale (altrettanto inutile). Andiamo per gradi. Ti sei già trovato in una situazione in cui i consulenti ti hanno parlato di importanza di...
Negoziazione: 5 punti per trovare un accordo

Negoziazione: 5 punti per trovare un accordo

Più occasioni abbiamo di confrontarci con il mondo esterno, più possibilità abbiamo di incorrere in dei conflitti: è facile, infatti, incontrare persone con punti di vista, abitudini e valori diversi dai nostri ed è altrettanto facile che da ciò nascano delle incomprensioni. Quando le posizioni non riescono a convivere felicemente, sul posto di lavoro, come nella vita di tutti i giorni, le relazioni diventano un tiro alla fune, in cui le due parti si tengono testa con forza. Questo genere di conflitti finiscono per produrre una serie di effetti che incidono negativamente sulla qualità del lavoro e della vita. Per tirare a sé la fune bisogna sbilanciare sé stessi e far sbilanciare gli altri, del resto. Per risanare l’equilibrio, dunque, sarà utile esercitare nella gestione dei conflitti – sempre più richiesta anche nel mondo del lavoro – la preziosa capacità di negoziazione. Saper negoziare vuol dire approcciarsi alle situazioni attivando la propria intelligenza emotiva, essere in grado di cogliere le esigenze dell’altro, saper essere flessibili e aperti ai cambiamenti. Attraverso un corretto ed efficace uso della negoziazione si possono superare i conflitti e trovare mediazioni indispensabili per la convivenza costruttiva delle parti. Ma cosa si intende per negoziazione? È un processo di interazione tra due o più parti, in cui si cerca di stabilire cosa ognuna dovrebbe dare e ricevere, per raggiungere un accordo che sia vantaggioso per entrambe. Dopo averne definito il concetto, è importante rendersi conto se la negoziazione è possibile o meno. Infatti, non sempre i protagonisti coinvolti possono negoziare, così come, spesso, mancano le condizioni per effettuare una negoziazione efficace.   Vediamo i 5 punti...
Come il tuo futuro ti sta influenzando più del tuo passato

Come il tuo futuro ti sta influenzando più del tuo passato

La vita può essere capita solo all’indietro, ma va vissuta in avanti. Soren Kierkegaard   Quando ci ritroviamo in una situazione di stress o dinanzi ad una difficoltà, spesso rimuginiamo e ricerchiamo le ragioni della nostra insoddisfazione nel passato. Lo fai anche tu? In effetti, le scelte e le azioni che facciamo oggi sono il frutto delle nostre esperienze precedenti ed è normale attribuire una grande importanza al passato. Se ci pensi bene, scoprirai che ci sono indizi del tuo passato nelle tue reazioni, nelle tue abitudini e nelle tue convinzioni. Alcune ti hanno reso più esperto, più cauto, più sicuro di te, altre, invece, hanno innescato delle paure e dei meccanismi di difesa, ed altre ancora sonnecchiano come potenzialità inespresse in attesa di essere risvegliate. Tutte queste cose rendono la valigia del passato molto pesante, ti pare? Sai cosa può rendere più semplice trasportarla? Sapere dove andrai, avere uno scopo! La differenza sta nel riconoscere che non è solo il passato ad avere potere, ma che la tua vita dipende dal tuo futuro! L’aspirazione che ti prefiggi di realizzare parla di te, dei tuoi talenti e dei tuoi desideri, e direziona i tuoi comportamenti facendoli inciampare o filare lisci come l’olio. Quando riconosci il tuo scopo, riconosci il potere che il futuro esercita sulla tua vita. Ti faccio un esempio. Se chiedi a un dottore perché fa il medico forse ti risponderà “perché ho studiato medicina”, una risposta legata al passato. Ma se gli chiedi perché continua a farlo anche quando incontra gravi difficoltà, quando gli eventi lo rattristano e le responsabilità lo pressano, ti dirà che lo...
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