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6 modi per diventare una Donna Forte

6 modi per diventare una Donna Forte

Le donne forti. Gli stereotipi si sprecano se ti fermi un momento a immaginare una donna forte scoprirai infiniti stereotipi. Anche se a leggermi oggi sei tu donna. Quando una donna è forte usiamo dire, nel linguaggio comune, “ha le palle”. Come se per essere forte occorresse davvero diventare uomini. Da coach – ma oggi soprattutto da donna – la sfida è un’altra. Poter essere una donna forte senza “assomigliare” ad un uomo. Ricamare quegli angoli di comprensione, empatia, femminilità, intuito e sensualità per mescolarli saggiamente con praticità, naturale tendenza al problem solving (avete mai visto le donne a casa con i bimbi?) e capacità finanziaria. Certo, è possibile che tu non le abbia allenate tutte insieme e non tutte nello stesso modo. Tuttavia, questi elementi sono “donna” e puoi rimanere comoda nel tuo tubino nero stile Chanel senza per questo perdere di stile, di carisma e di leadership. Non serve mettere un pantalone per “avere le palle”. Serve ESSERE sempre più attente a sé stesse, e utilizzare la propria VULNERABILIT À come leva per essere forti. Al femminile. Per questo, con Master Coach Italia, abbiamo selezionato questo articolo: 6 modi per diventare (o far venir fuori) la donna forte che in te! – Coach Daniela Marrocco   “Credo nelle donne forti. Credo nelle donne che sono capaci di badare a loro stesse. Credo nelle donne che non hanno bisogno di nascondersi dietro le spalle di un marito. Credo che, se hai dei problemi, in quanto donna li affronti, non fai la vittima, non cerchi pietà, non punti il dito. Ti alzi e li affronti. Affronti il mondo a...
Si può misurare l’amore?

Si può misurare l’amore?

Ti è mai capitato di vivere l’amore in modo diverso dal tuo partner? Ti sei mai ritrovato ad un certo punto della relazione in cui tu sentivi di dare 100 e di ricevere in cambio solo 70? Nelle relazioni più importanti, soprattutto nei rapporti di coppia, capita di vivere questo “squilibrio” e sento spesso parlare di insoddisfazione dovuta ad una visione differente di manifestare l’amore. Tuttavia, mi piace notare che, questa “dinamica 70-100” accade soprattutto a quelle coppie che si amano davvero, dove l’amore è una forza che unisce. Eppure qualcosa sembra andare storto. Come se questo amore, proprio in virtù della sua stessa forza, ad un certo punto diventasse più esigente. Cosa succede, allora, quando due persone si amano in modo diverso? Quando l’amore viene vissuto e si manifesta in modo differente? Cosa succede quando tentiamo di misurare l’amore? Probabilmente ci si sentirà meno amati, si vorrebbe di più, come se quell’amore non fosse abbastanza. Forse, sentirai che manca qualcosa e sentirai l’esigenza fisica e mentale di volere di più… Ti è capitato di sentire queste parole? “Io ti amo. So che anche tu mi ami. Eppure, non mi basta. Non è abbastanza per me”. Queste parole ti sembrano come un pugno nello stomaco, come schiaffi che ti fanno male e come graffi che ti lasciano il segno. Hai la sensazione che ti stia per crollare il mondo addosso. Non vorresti crederci! Ma è così… A questo punto provi a darti delle spiegazioni che probabilmente assomiglieranno a delle scuse, pur di non ammettere che c’è un problema, qualcosa non va. L’amore sta per prendere un’altra direzione. E si...
Sconfitte vincenti: imparare a perdere per crescere

Sconfitte vincenti: imparare a perdere per crescere

L’immagine che si presenta davanti agli occhi quando si parla di sconfitta è un po’ simile alla caduta di Rocky davanti al montante di Ivan Drago nella sua IV epica avventura. A terra! K.O.! Il vecchio (ed esperto) contro il giovane (e dopato) Ivan Drago. Il momento in cui a terra ritrovi l’odore del sangue, del dolore. Certo, Rocky si diceva NON FA MALE nell’allenamento, ma… FA MALE. Fa male cadere, fa male perdere. Soprattutto quando sei di fronte ad un obiettivo in cui hai investito tanto, ti sei impegnato, hai messo tutto te stesso, senza colpo ferire, dedicando sere, giorni al tuo obiettivo. E poi? Poi cadi. Perdi. Non è semplice da digerire. Il sapore della sconfitta è salato e amaro, come il sangue nella bocca di Rocky. E non puoi fare altro che ARRENDERTI. Stare lì per terra e aspettare di IMPARARE QUALCOSA che serva a rialzarti. A risalire. Perché è quello il momento più importante. Il momento in cui le scene della tua vita, le COSE fondamentali di cui è fatta. E’ quello il tempo in cui i pezzi di vita come pezzi di puzzle si presentano in un ordine tutto loro a scomporre l’immagine che ti eri portato nella testa come una possibile vittoria. E puoi arrivare a scoprire cosa è andato storto, in quel film fatto a pezzi! Ritrovare pezzi che hanno funzionato (quello che sai fare) e pezzi che erano di altre storie, di altre immagini (che non ti hanno giovato). Per alcuni si tratta di frazioni di secondo. Ma per altri il dolore della sconfitta dura per molto tempo. E cosa puoi...
Definizione di coach

Definizione di coach

SIAMO TUTTI COACH. O anche no. Come ti definisco il coach dipanando un po’ di nebbia.   Andiamo, diciamola tutta. Lo hai pensato. Almeno una volta lo hai pensato leggendo la parola coaching. Cosa diavolo è il coaching, o meglio ancora, cosa fa un Coach? Lo capisco. Fino a qualche tempo fa associavi questa parola agli allenatori sportivi (ma non siamo tutti allenatori in Italia poi – soprattutto nei Bar Sport)… Comunque dicevamo, bene che ti andava il coach era il tuo personal trainer in palestra dove tra Crossfit e sala pesi ti diverti a seguire gli obiettivi della forma fisica. O forse, già acculturato delle nuove professioni, avevi capito che qualsiasi persona in grado di essere un esperto in qualcosa – e bada bene che in Italia siamo tutti un poco esperti di qualcosa – per “modernizzare” il concetto hai letto la parola Coach come appendice di un ambito professionale (look-coach, fashion coach, vocal coach, artist coach, outfit coach…). Insomma, ovunque ci fosse anche un improbabile ambito professionale inesplorato l’assioma del professionista si sposava con la parola coach. Solo che così probabilmente, ti sarai sentito confuso, in un labirinto di definizioni senza senso. Si vero, non fanno prima a definirsi consulenti? Ebbene, da Coach  oggi  ho deciso di dare un po’ di risposte in merito a questa figura professionale, come è nata e si è evoluta. Sto parlando di quello stuolo di professionisti che si definiscono Coach accompagnandosi al massimo alle seguenti parole: business, love, life, mental, sport. Per oggi, lascerò da parte i singoli ambiti e mi concentrerò a farti luce nella testolina pensierosa di te che...
Come prendere una decisione

Come prendere una decisione

Ti è mai capitato di avere difficoltà nel fare una scelta? Di essere profondamente indeciso? Sai, proprio quel momento in cui non sai assolutamente cosa fare, in cui non sai se “andare” o “restare“, “lasciare” o “prendere“, “aprire” o “chiudere“… E’ facile imbattersi in situazioni di questo tipo. La vita ci pone, molto spesso, dinanzi a delle scelte e tante volte, prendere una decisione non è semplice. Il Coach è un professionista che può aiutarti in queste situazioni di incertezza. Ecco qui di seguito alcuni suggerimenti. 1) Fai una lista dei pro e dei contro Semplicemente, metti per iscritto (mi raccomando, non lasciare i tuoi pensieri nella tua testa) tutti i motivi per cui dovresti fare una scelta, piuttosto che un’altra. Alcune volte, è sufficiente questo lavoro di pura valutazione logica. Tante altre volte però, non è sufficiente perchè questo tipo di ponderazione è prettamente razionale, pertanto, non totalmente soddisfacente. Per esempio, puoi aver individuato tantissimi pro e un unico contro, ma quel contro ha un peso emotivo così grande che bilancia tutti gli altri pro. Accade molto spesso. Che fare allora? Devi dare spazio alla tua parte emotiva! Per questo ti servirà il secondo suggerimento… 2) ESPRIMI UN DESIDERIO. Sì… hai letto bene! Devi esprimere un desiderio. Qual è il desiderio che vorresti realizzare facendo una determinata scelta e quale desiderio vorresti realizzare facendo la scelta opposta? Ti faccio un esempio: “Voglio cambiare lavoro, ma ho paura di lasciare il certo per l’incerto. Se scegliessi di lasciare il lavoro, il mio desiderio sarebbe quello di fare ciò che più mi piace nella vita. Se scegliessi di restare, invece, ...
5 esercizi per l’autostima

5 esercizi per l’autostima

L’autostima non è qualcosa di predefinito e di definitivo. E’ come un bacino d’acqua, una sorta di LAGO. Proprio come il livello dell’acqua di un lago, la nostra autostima può salire o scendere. Sono molti i fattori che possono determinare il livello della nostra autostima: un successo, un fallimento, un litigio, una nuova piacevole conoscenza, una promozione o una bocciatura, etc. Questi fattori, sono un po’ come gli affluenti che possono o meno portare acqua al lago. Ecco alcuni esercizi per sostenere gli affluenti ed alimentare il livello dell’acqua del nostro lago. 1°Esercizio: Una nuova “abitudine” al giorno… Prenditi l’impegno di creare una nuova abitudine. Può essere anche qualcosa di molto piccolo.  Cambiare abitudini, sostituire i vecchi comportamenti con dei nuovi, accelera il processo di cambiamento. Il cambiamento ci rende più flessibili, aperti al mondo e alle novità. La nostra capacità di reagire positivamente al cambiamento ci rimanda un’immagine di noi stessi positiva ed aumenta l’autostima in termini di autoefficacia. 2°Esercizio: Osserva il tuo aspetto esteriore Ammettilo: quando ti ami, quando tieni a te stesso, quando hai un livello alto di autostima, ti prendi maggiormente cura del tuo aspetto esteriore. Vai dal barbiere/parrucchieri, ti regali un vestito/camicia nuova, etc. Questo non fa altro che innalzare la tua autostima, anche perché probabilmente, dall’esterno ti arriveranno apprezzamenti. Di conseguenza, quando hai una bassa autostima, prenditi cura di te! In questo  modo, mandi messaggi positivi all’immagine estetica che hai di te e ti metti nelle condizioni di ricevere quegli apprezzamenti che tanto fanno bene alla tua autostima 3°Esercizio: prenditi cura del tuo corpo Curare il proprio corpo aumenta lo stato di benessere,...
L’illusione della perfezione

L’illusione della perfezione

La Perfezione! Per me è sopravvalutata. Ma incredibilmente ambita… Pensateci… Viviamo, lavoriamo, agiamo con l’idea che la perfezione possa essere il viatico ideale per ottenere attenzione, comprensione, AMORE! La perfezione è l’illusione che abbiamo imparato fin da quando, bambini, aspiravamo ad essere degni dell’amore di mamma e papà, facendo a cazzotti con un senso di inadeguatezza e una dignità tutta da guadagnare. Abbiamo fatto tutto e il contrario di tutto. Ci siamo proclamati ribelli o i figli perfetti. Abbiamo seguito e inseguito quella perfezione di ruolo con alacrità. Ci siamo impegnati, profusi, fusi, confusi, arrabbiati, esaltati in nome di quella perfezione. In nome di quella performance che avrebbe fatto la differenza. E poi un giorno, sì un cavolo di giorno… ci siamo trovati! Fermi, immobili. Di fronte a quella perfezione. Inermi, assorti, presenti. Incapaci di ripeterla. Con il dubbio che quella perfezione NON sarebbe mai stata ripetibile. Che in NOME della PERFEZIONE ci siamo circondati di silenzio, di dinieghi di opportunità. Di rinunce. E’ uno schiaffo quella perfezione che risveglia. Perché un giorno, un bel giorno… sì, ci siamo trovati. Anzi, dovrei dire RI-trovati!  A guardare oltre quella corazza chiamata perfezione. Nostra soprattutto. E ci siamo resi conto che lì, dietro quella parvenza, eravamo rimasti bambini (e caspita che fatica mantenerla!). Bambini e insieme adulti. Adulti che non avevamo ottenuto tutto esattamente come lo volevano… Soprattutto quella cosa lì, quella che tutti chiamano AMORE! AMORE Sì, quella. E arriva sempre, poi quel giorno che impari a togliertela di dosso, quella perfezione. Te la scrolli. La ringrazi… La prendi a schiaffi… Ci litighi (e certo lei non ama essere mollata)...
7 pensieri che fa una persona infelice

7 pensieri che fa una persona infelice

Se vuoi essere felice devi anche saper fare pensieri felici. Non possiamo trascurare i nostri pensieri e la nostra interpretazione della realtà se vogliamo sviluppare un atteggiamente positivo e propositivo nei confronti degli altri, della vita e anche nei nostri confronti. Nella mia professione come Coach ho notato che le persone infelici adottano questi 7 schemi mentali. Come potrai notare, sono schemi mentali che danno forma a pensieri e atteggiamenti negativi. Avere un dialogo interno negativo Tutti abbiamo un dialogo interno. E’ quella voce interiore che ci accompagna in tutto quello che facciamo. Il problema nasce quando questa voce non fa altro che ripeterci cose negative sul nostro conto o fare previsioni drastiche sul futuro prossimo. Per esempio: “tu non vali niente” oppure, “anche questa volta, fallirai”. Un dialogo interiore di questo tipo è disastroso per la nostra autostima, che, invece, dovrebbe vivere di costanti rinforzi positivi. Il coaching fornisce diversi strumenti per interrompere questo dialogo interiore negativo, che sostanzialmente consistono nell’ “abbassare il volume” di questa voce interiore negativa e sostituirla con una “musica potenziante”. Vedere il rovescio della medaglia Cosa fai di fronte ad una situazione nuova? Cosa pensi dinanzi ad un cambiamento? Le persone infelici tendono sempre ad avere un approccio negativo nei confronti degli eventi della vita. E’ come se avessero uno speciale microscopio per cogliere tutto quello che non funziona, tutto quello che potrebbe andare male e tutte le buone ragioni per preoccuparsi in qualsiasi situazione. Naturalmente, se lasci che la tua attenzione ricada solo sulle probabilità negative, il tuo atteggiamento non potrà mai essere propositivo e fiducioso. Fare paragoni con gli altri Le...
Autostima e coaching

Autostima e coaching

L’autostima è un processo che porta l’individuo a VALUTARE e APPREZZARE se stesso tramite L’AUTO-APPROVAZIONE del  valore personale. Il termine AUTO-STIMA deriva appunta dalla capacità di fare una “stima” di se stessi. Ne consegue che l’autostima si basa sulle PERCEZIONI, cioè sui nostri sensi e sulle CONVINZIONI, cioè sui nostri modelli mentali. Entrambi sono strettamente collegati tra loro. Facciamo un esempio. Luca deve andare ad una festa. Mentre si prepara davanti allo specchio inizia ad osservare (vista) il suo corpo. Individuerà tutti i suoi difetti: troppo basso, troppo alto; troppo grasso, troppo magro; etc. (convinzioni) Le sue mani inizieranno a sudare (tatto) e penserà che le persone eviteranno di avere contatti con una persone con le mani sudaticce (convinzioni). A questo punto, Luca avvertirà dentro di sé un certo disagio poiché ha iniziato a non sentirsi all’altezza. Titubante si recherà alla festa. Nell’incontrare e salutare le persone presenti , la sua voce sarà insicura ed esitante (udito). Nella sua testa si susseguiranno pensieri (convinzioni) come: “che brutta figura che sto facendo” “non riesco nemmeno a parlare” “è meglio se evito le persone perché ho le mani sudate e gli altri potrebbero accorgersi del mio stato d’animo”. Avete notato come le percezioni e le convinzioni si siano alternate dando vita ad un pericoloso circolo vizioso che si auto-alimenta? Le percezioni hanno dato vita alle convinzioni e le convinzioni finiscono per alterare e condizionare le percezioni. Cosa fare? 1)    Gioca con le sottomodalità! Le sottomodalità sono un modo magico per giocare con i propri sensi. Per esempio, una volta un clienti mi ha presentato questo problema: “Il mio problema è che...
Coaching per il cambiamento

Coaching per il cambiamento

CAMBIA-MENTO. Volendo giocare un po’ con le parole “Cambia-mento” sembra suggerire un “cambio di mente”. Spesso, però, mostriamo una forte resistenza al cambia-mento, preferendo uno stato d’animo negativo e una sensazione di malessere piuttosto che modificare le proprie abitudini e il proprio stile di vita. Ammettiamolo! Quante volte abbiamo esplicitato le nostre buone intenzioni con frasi del tipo: “vorrei cambiare il mio modo di fare” “vorrei eliminare questa mia abitudine” e poi, abbiamo sistematicamente disatteso l’intenzione di partenza? Perché? Perché il cambia-mento richiede un impegno totale! Comporta entrare in un mondo sconosciuto e abbandonare una realtà consolidata… magari limitante e persino nociva, ma pur sempre “sicura”. Invece, il cambiamento implica una certa dose di stress dovuta all’incertezza e alla paura di affrontare qualcosa di nuovo! Allora, come motivarsi al cambiamento? Ecco alcuni suggerimenti pratici e immediati per iniziare a lavorare sulla resistenza al cambiamento. 1)      Prendete piena consapevolezza dei limiti e delle conseguenze che un certo comportamento limitante ha sulla vostra vita, sulle vostre relazioni e sul vostro benessere psico-fisico. Vi chiedo di fare una vera e propria lista. Mettere per iscritto, comporta una maggiore presa di coscienza della situazione e delle sue ripercussioni. 2)      Poi, pensate a cosa vorreste ottenere. Non vi sto chiedendo di pensare a cosa NON volete, ma al vostro obiettivo. Per esempio, piuttosto che affermare: “non voglio più soffrire in amore” “non voglio più essere così ansioso”, formulate in positivo il vostro obiettivo. “voglio vivere un amore felice” “voglio essere più sereno e tranquillo”. 3)      Individuate cosa potete fare, sia sul piano comportamentale che mentale, per realizzare il vostro obiettivo. Anche in questo caso...
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