Senza categoria Archivi - Master Coach Italia
5+1  Passi per scoprire come diventare un Manager di Successo

5+1 Passi per scoprire come diventare un Manager di Successo

E sì. Natale si avvicina. Per questo mi sento particolarmente prodiga di regali in questo periodo. Così prodiga che ho pensato di regalare a te e a me l’opportunità di confrontarci direttamente su COME puoi fare a diventare ancor più efficace a livello professionale. Che tu sia un dirigente, un imprenditore o un professionista, sicuramente hai una cosa importante da tenere in considerazione: operi con le persone e sei una “persona”. Certo, sono consapevole del fatto che è proprio l’aspetto personale quello che cerchi di tenere a bada nell’esecuzione del tuo lavoro: fuori i problemi personali, fuori le emozioni eccessive, fuori le preferenze. Tuttavia, le tue esperienze personali ti aiutano a IMPARARE abilità insospettabilmente utili anche in ambito professionale. Per aiutarti a capire cosa intendo, voglio svelarti 5 (+1) passi per aumentare il tuo senso di autoefficacia, partendo proprio da te, come persona. Ogni qualità che troverai è a sua volta oggetto di ulteriore espansione di articolo, ma oggi, voglio solo ricordare insieme a te quali sono quelle qualità (che forse già possiedi) che ti aiutano a mantenere alto il tuo livello di performance in ambito professionale, soprattutto se sei in una posizione direzionale o dirigenziale. Inizio subito PRESENZA. Sei un dirigente ed è fondamentale che tu possa avere una grande presenza all’interno del tuo contesto operativo. La presenza è quel mix di concentrazione, riflessione, pensiero e focalizzazione che ti consente di pensare e decidere in modo veloce, ma assennato. E’ la qualità che riservi di solito alle persone importanti. Preso dalla quotidianità, non è inusuale dimenticarsi della presenza, della concentrazione. Per poterla alimentare e allenare, è fondamentale creare...
Il cambiamento organizzativo? Roba da SUPEREROI!

Il cambiamento organizzativo? Roba da SUPEREROI!

Cambiare è una parola attuale, soprattutto negli ultimi giorni. In Italia poi è quasi una parola poco pronunciabile: siamo tutti memori di Tomasi di Lampedusa, del suo Gattopardo e del suo epitteto: Bisogna cambiare perché nulla cambi. Che sia vero o meno, non sto qui a raccontarti la solita storia. Anzi, direi che sto per raccontarti decisamente una storia diversa. Questa è fatta di persone di oggi, aziende che vogliono fare la differenza e innovare e, soprattutto, di un cambiamento fatto da persone. Ti parlo della storia di uno degli ultimi progetti di Business Coaching che con la mia scuola, MASTER COACH ITALIA, abbiamo attivato in ben 4 aziende impegnate in un progetto sull’ambiente e la raccolta differenziata. Non intendo farti il resoconto di un’avventura che si è trasformata un po’ come accade alle cose che ricicliamo, prendendo nuova vita  e nuova funzione. Voglio invece parlarti di come queste persone – RISORSE umane – abbiano avuto voglia di mettersi in gioco nonostante fossero “costrette” a farlo. Perché?  Perché ci sono mondi interi da scoprire tra le risorse di un’azienda che assomigliano a quelli dei Supereroi. Ed è proprio da questa metafora che siamo partiti nel viaggio di un accompagnamento al cambiamento. Perché anche tu, quando cambi, sei un supereroe. E in questa storia, quella degli AROI – la formazione in coaching è stata diretta agli operatori ARO  per il conferimento differenziato – questa è la trama: “ In un tempo vicino vicino, c’era un gruppo organizzato di persone che avevano ricevuto il compito di tenere lindo e pinto il mondo in cui vivevano. Non che fosse a tutti chiaro...
Tra Coaching e Talento: Università LUM

Tra Coaching e Talento: Università LUM

“Una cosa è avere talento. Un’altra cosa è scoprire come usarlo”. Questo aforisma di Roger Miller (Compositore e cantante statunitense) racchiude il lavoro svolto durante il laboratorio “Orienta il tuo Talento” tenuto dal Coach Pasquale Adamo (Direttore Didattico Scuola di Coaching MCI). Sapevi che “è tipico non riuscire a definire in modo preciso il proprio Talento, perchè, molto spesso il nostro Talento va oltre le parole, oltre il nostro vocabolario limitato?” Come fare allora per individuarlo? Ecco il suggerimento del Coach Adamo: puoi sempre disegnarlo! I partecipanti che hanno seguito il laboratorio, ospitato dall’Università LUM, si sono cimentati nel disegno del proprio Talento. Perchè? Perchè attraverso il disegno si accede a quel mondo fatto di simboli, metafore, archetipi in cui, l’occhio esperto, può riconoscere i segni visibili di un Talento, che aspetta solo il permesso di esprimersi. Inoltre, mentre si disegna, è più facile liberarsi da convinzioni, paure e pregiudizi nei confronti di se stessi e delle proprie capacità. Altri segni, poi, ci hanno guidato durante questo laboratorio: la mappa del Talento. Un mappa che ha posto al centro dell’attenzione elementi che aiutano il Talento, come il sogno e le Risorse interiori; ed elementi che, possono ostacolarlo, come le nostre Paure. Paura di non riuscire a esprimere il proprio Talento. Paura di affrontare sfide troppo grandi. Paure di lasciare il proprio lavoro. Paure lecite. Paure compensibili. Paure persino utili, perchè ci consentono di fare le cose per bene, se sappiamo gestirle, se non ci lasciamo sopraffare. Il Coach Adamo, ci ha suggerito che: “La paura è sempre più piccola del coraggio. Infatti, è sempre paura di qualcosa. Paura di...
6° Edizione: Scuola di Coaching (Master Coach Italia). IL CAMBIO DI PROSPETTIVA.

6° Edizione: Scuola di Coaching (Master Coach Italia). IL CAMBIO DI PROSPETTIVA.

Il 29 e 30 ottobre 2016 è partita la Sesta Edizione della Scuola di Coaching – MCI di Bari. Il viaggio nel “mondo del Coaching” è appena cominciato! Così come i futuri Coach al termine delle prime due giornate di formazione hanno già potuto respirare a pieni polmoni il “cambiamento” che questo percorso li porta ad affrontare, così io in qualità di Tutor di questa Edizione affronto il mio “cambio di prospettiva”, all’interno della stessa Scuola in cui, da allieva, sono diventata Coach professionista. In aula il Coach Pasquale Adamo, Direttore della Scuola di Coaching, ha introdotto il Corso partendo dalla definizione del “ruolo” del Coach. Il Coach non è un formatore, ma un “trasformatore”. Sì, perché di fatto aiuta a far emergere da noi stessi le risorse spesso inconsce che ci appartengono, trasformandole in opportunità di crescita e cambiamento. Il Coach guida la persona e gli indica la via da percorrere, non per rispondere alle sue domande, ma per fare emergere le risposte che sono già dentro di sé. Certo, per quanto affascinante e creativo possa essere il compito del Coach, è anche vero che richiede una “formazione tecnica” ed una “preparazione professionale” costante. Il primo passaggio formativo in aula ha riguardato, in particolare,  l’aspetto della comunicazione efficace, verbale e non verbale, ovvero il rapporto tra conscio e inconscio nella comunicazione. Tutto nell’essere umano è “comunicazione” e imparare a distinguere le modalità ed i diversi canali attraverso i quali avviene, permette al Coach di entrare in contatto con l’altra persona in modo autentico e profondo, per cogliere ogni segnale utile a comprenderla al meglio. A ben pensare, quante...
Quando la verità coincide con l’efficacia

Quando la verità coincide con l’efficacia

Come funziona il Coaching? Come lavora il Coach? Perchè è così efficace? Per spiegarlo potrei cimentarmi in due attività: 1) Scrivere un manuale. Molto probabilmente non lo leggeresti; 2) Raccontarlo con una storia. Naturalmente, preferisco il secondo punto. Le “storie” (puoi anche chiamarle metafore) sono  uno strumento potentissimo per la comunicazione e aiutano a comprendere concetti molto complessi. Ecco qui: “Yu il Grande, si trovò ad affrontare il problema delle alluvioni e delle inondazioni che sistematicamente minacciavano il suo regno. Anche i suoi predecessori si dovettero scontrare con questo problema. Questi provarono a costruire mura sempre più grandi, alti e resistenti, che finivano, però, per essere sempre travolti e distrutti dalla potenza dell’acqua. Yu il Grande ebbe un’intuizione: perchè contrastare qualcosa di più forte? Meglio usare quella forza! Allora, ordinò ai suoi uomini di costruire buche profonde e canali attorno alla città, abbandonando le soluzioni dei suoi predecessori. I suoi consiglieri obiettarono: “E’ sbagliato cambiare così radicalmente! E’ più giusto seguire le orme dei tuoi predecessori.” Yu il Grande decise di non dare loro ascolto e di fare di testa sua. Quando arrivò l’alluvione e il Fiume Giallo straripò, l’acqua confluì dapprima nei fossati, e poi, tra i canali senza distruggere nulla. Non è tutto! Yu il Grande fece costruire all’interno dei canali delle “ruote speciali con all’interno delle eliche” (i primi mulini) per catturare e utilizzare la potenza dell’acqua. In questo modo, non solo riuscì a evitare lo straripamento, ma trasformò una minaccia, in una risorsa!” Questa storia ha tanto da insegnare. Per prima cosa, Yu il Grande prese in considerazione l’idea di “cambiare prospettiva” rispetto alle alluvioni....
Colpa VS Responsabilità: Il Match Aziendale

Colpa VS Responsabilità: Il Match Aziendale

Direi che questo è decisamente il match più importante che tu possa giocare nella tua azienda. Lasciami un momento definire il CONTESTO. Siamo nella tua azienda/società/attività e TU sei il capo o il direttore o il manager. In sostanza, svolgi un ruolo di coordinamento, decisione, programmazione e responsabilità. E in virtù di questo RUOLO –  se poi l’azienda è tua è autentica VOCAZIONE, altro che ruolo –  si presume che tu abbia potuto scegliere le persone che lavorano con te e per te. Nel mondo organizzativo aziendale si chiamano “risorse umane”. Risorse: una parola IMPORTANTE. Sì, perché queste persone sono lì affinchè possano risolvere, dare valore, operare per te e fare al tuo posto attività che ti porterebbero via dal tuo lavoro di programmazione, pianificazione, decisione, coordinamento e gestione dei risultati. Le risorse umane sono il TUO BRACCIO. E tu, ci metti tutta la tua conoscenza, la tua capacità comunicativa e relazionale e uno stipendio, affinchè possano darti il meglio. Qualche volta però può capitare – e capita – che le TUE risorse umane, proprio quelle che ti sei scelto (o ti hanno scelto) non facciano esattamente le cose come TU le vuoi. E di fronte ai loro risultati probabilmente le hai tentate tutte le tecniche di motivazione e di Leadership: Tecnica Leadership direttiva: tu fai quello che ti dico! E’ veloce, orienta, non consente distrazioni. Nel breve termine davvero efficace. E nel lungo termine, però, lascia la risorsa nell’idea che senza le tue indicazioni non sappia fare nulla o quasi. Tecnica Leadership supportiva: li motivi emotivamente, fai capire loro che confidi nelle loro possibilità e nei loro mezzi....
Ho troppe cose da fare: come faccio ad avere tutto sotto controllo?

Ho troppe cose da fare: come faccio ad avere tutto sotto controllo?

Che tu sia manager, imprenditore, consulente, probabilmente questa frase l’hai detta un po’ di volte. Ho troppe cose da fare e non posso fare tutto io da solo. E sai una cosa: hai perfettamente ragione. Tuttavia la ragione NON risolve il problema. Perciò lascia che ti dica qualche piccolo suggerimento su come “tenere sotto controllo” le tante cose che hai da fare. Partiamo da un presupposto: se TUTTO ha lo stesso VALORE o la stessa PRIORITA’ qualcosa non torna. Facciamo insieme un esercizio veloce. Ti sei preso questi pochi minuti per leggere, tanto vale usarli, giusto? Ottimo. Ti chiedo di scrivere (sulle note del cellulare va bene, se sei sprovvisto di penna e carta) le attività che hai da realizzare oggi. A questo punto, se l’elenco delle attività che hai da fare OGGI superano il numero di 5 e il tempo di 4 ore stimato, probabilmente HAI DAVVERO RAGIONE: non puoi fare tutto. Perciò continuiamo. Scrivi proprio tutte le tue attività. Una volta che le hai scritte, osservale un momento e inizia a dare a ciascuna un coefficiente di IMPORTANZA rispetto a: TEMPO DI SCADENZA/ POSSIBILITA’ DI INCASSO- GUADAGNO/ SODDISFAZIONE PERSONALE/BENESSERE Un piccolo consiglio TECNICO su come svolgere questo esercizio: Suddividi una pagina (a questo punto carta e penna la fanno da padrone) in 4 colonne. Poi inserisci (anche ripentendole) le attività che si muovono prevalentemente sotto ciascuna colonna. Ci sono certamente attività che hanno un tempo di scadenza più lungo, ma hanno una probabilità di incasso/guadagno maggiore. Altre sicuramente hanno un alto livello di soddisfazione personale o benessere. Non preoccuparti di ripeterle …tu scrivile sotto ogni colonna. Una...
Competenze trasversali: quali sono e come allenarle

Competenze trasversali: quali sono e come allenarle

Conoscere, sviluppare e valorizzare le proprie competenze trasversali è fondamentale in ogni contesto della vita: dalla famiglia al lavoro, dallo sport alle relazioni sociali. Del resto è proprio per questo che si definiscono “trasversali”, perché spendibili in qualunque ambito. Esse rappresentano il nostro “tesoro” personale in termini di conoscenze, abilità e qualità a cui possiamo attingere in ogni momento e che accresciamo con l’esperienza, ma anche e soprattutto attraverso il loro costante empowerment formativo. Potenziare le nostre competenze trasversali significa investire su se stessi e sul proprio benessere psico-fisico, oltre che implementare il proprio lavoro. Ad esempio, le soft skills personali, incentrate sull’ascolto interno e l’osservazione dei propri comportamenti, in termini di gestione del sé e delle proprie emozioni, mirano a far emergere i nostri punti di forza e di debolezza (chi sono e cosa voglio). Ci aiutano a definire ed orientare il nostro obiettivo, spingendoci ad andare anche oltre le nostre possibilità per portare a casa il risultato, nonostante la fatica e le difficoltà. Così come ci insegnano a gestire le nostre emozioni, attingendo alle risorse interiori, spesso inconsce, inesauribili fonti di energia, in grado di rigenerarci e di permetterci di rimanere stabili e centrati anche di fronte alle prove più dure della vita. Altrettanto importanti sono, peraltro, anche le competenze relazionali, che riguardano la capacità di gestire i rapporti con gli altri, comprendendoli e modulando il proprio comportamento alle loro caratteristiche e al loro ruolo. Tutto ciò richiede un primo ingrediente fondamentale quale è l’empatia, ovvero l’attenzione a quello che l’altro prova (ascolto empatico). Tuttavia, l’empatia deve essere supportata da una comunicazione efficace, capace di costruire in modo logico e...
Raggiungi la tua essenza tra fatica e passione

Raggiungi la tua essenza tra fatica e passione

Che sia un pallone, una freccia, una trave o una racchetta, non importa. Che sia di individuale o di gruppo, che sia una staffetta o una gara singola non fa differenza. Ciò che conta è che la tua mente e il tuo cuore siano sintonizzati. Che il cuore esploda nella testa e che la mente sia concentrata nell’anima. Questo fa la differenza tra una performance eccellente e una deludente. Per un pallavolista questa sintonia può avvenire attraverso il contatto delicato e prepotente di quei 65 centimetri sferici con le dita delle mani. Per un arciere può essere l’immagine folgorante del giallo che spicca attorno a quella freccia scoccata con sensibile precisione. Per un corridore può essere il calore dell’asfalto che scotta di vittoria sotto i piedi mentre calpesta dolcemente il traguardo. Per un nuotatore può essere la carezza fresca del sudore shakerato al cloro, che sa di respiro e acqua di vita. Ogni sport ha la sua peculiarità, la sua tecnica, la sua strategia. Ogni sport è differente. Cambiano le regole, cambia il terreno di gioco, cambia l’attrezzo che utilizzi. Eppure c’è qualcosa che accomuna tutti gli sport. La voglia di vincere, sostenuta dalla voglia di vivere quello stato di flusso che sai ti accompagna verso il tuo obiettivo. Vuoi essere performante, lotti e ti alleni con tutto te stesso, ti sfidi per andare oltre te stesso, per raggiungere l’eccellenza. Gli sport entrano in comunione con la passione, l’agonismo, la competizione, la fatica. Quando sei nel tuo stato di flusso, la fatica si trasforma in fame di conquista. Sei a digiuno da ogni sforzo, come se non ti fosse...
Le convinzioni limitanti

Le convinzioni limitanti

Perchè è così importante eliminare le proprie convinzioni limitanti? Qual è il potere delle credenze limitanti e in che modo condizionano la nostra vita? Vediamo insieme di fare chiarezza e di comprendere come funzionano le convinzioni limitanti. 1) Una credenza limitante è uno stato della mentale rispetto a qualcosa o qualcuno. “Mario è una persona inaffidabile” è una convinzione su qualcuno. “Gli aerei sono pericolosi” è una convinzione su qualcosa. “Io sono una persona paurosa” è una convinzione su di sè Come puoi leggere dagli esempi, questo qualcosa o qualcuno può essere anche te stesso. Ed è facile comprendere come questi pensieri possano influire sulla propria vita. 2) E’ uno stato della mente che si ripercuote sui tuoi comportamenti “Se pensi che Mario sia inaffidabile, ti comporterai in un certo modo con lui” “Non prenderai mai l’aereo” “Tenderai a guardere tutto come una minaccia” Naturalmente, le tue convinzioni non si fermano ai soli pensieri, ma influenzano anche i tuoi comportamenti, condizionandoli e restringendo il tuo campo d’azione. 3) La convinzione limitante determina anche i risultati che ottieni e che non ottieni. “Con Mario non avrai un buon rapporto” “Ti perderai pezzi di mondo, raggiungibile solo con l’aereo” “Tenderai a restare sempre nella tua zona di confort” Ovviamente, dopo aver condizionato i tuoi pensieri e i tuoi comportamenti, il passaggio successivo sarà determinare i tuoi risultati. Ti ricordo che la tua Autostima si basa anche sui risultati che sei riuscito a ottenere! 4) La convinzione limitante si autoconferma. “Costruendo un cattivo rapporto con Mario, pensi che aumentino le possibilità che lui si dimostri una persona affidabile?” “Che risonanza avrà dentro...
'