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Il Coaching esalta il tuo essere unico e vincente

Il Coaching esalta il tuo essere unico e vincente

IL COACHING ESALTA IL TUO ESSERE UNICO E VINCENTE Cosa dice Wikipedia sul Coaching? Sono partita da lei, l’enciclopedia open source più cliccata. Perché di Coaching si parla e si pretende di dire tanto. Sul web, in una banale ricerca, riusciresti a imbatterti in così tante risorse da confonderti. Ci sono così tanti tipi di coaching e altrettanti sinonimi di questa professione che la metà basta a riempire una pagina intera. Così, ho cercato di vedere su WIKIPEDIA, e ho trovato questo: Il coaching è una strategia di formazione che, partendo dall’unicità dell’individuo, si propone di operare un cambiamento, una trasformazione che possa migliorare e amplificare le proprie potenzialità per raggiungere obiettivi personali, di team, manageriali e sportivi. E’ incredibile. WIKIPEDIA mi ha stupita, perché nella prima riga ha già individuato il PUNTO ESSENZIALE di questa strategia di formazione. Non so quanto sia esaustiva questa definizione, che per “de-finizione” mette troppi limiti alla UNICITA’ delle persone. Però, svela l’elemento più importante. L’unicità, ovvero quell’elemento di autenticità che fa la differenza tra le persone. Oscar Wilde diceva: : “Sii te stesso. Tutto il resto è già stato preso”. E aveva ragione in tante cose. L’autenticità è quella caratteristica personale e assolutamente soggettiva che rende la PERSONA un elemento unico delle relazioni e del sistema. Nelle aziende, si insegna – male aggiungo – un concetto: tutti utili nessuno indispensabile. In realtà, fossimo nella seconda rivoluzione industriale, probabilmente questo assioma sarebbe ancora vero. Ed è pur vero che LE PERSONE fanno una grande differenza nelle aziende. Certo, in potenziale, chiunque è capace di fare qualsiasi cosa. Il punto è: come e in quanto tempo...
Hai il Talento di MacGyver? Allora, sei un Problem Solver

Hai il Talento di MacGyver? Allora, sei un Problem Solver

Non so se tu puoi ricordare questo personaggio di un telefilm americano andato in onda dal 1986 al 1992. MacGyver è un agente operativo di un’Agenzia Governativa (chiamata DXS che sta per Department of eXternal Services) che, successivamente, diviene un attivo collaboratore della Fondazione Phoenix. È un eroe solitario che non fa uso di violenza né di armi da fuoco. Aiuta i deboli, rispetta l’ambiente, ama il prossimo ed è fiducioso nella legge. Le sue armi sono l’ingegno e l’intelligenza e l’unico suo equipaggiamento è un coltellino svizzero che utilizza spesso nei suoi cosiddetti “macgyverismi”, opere dell’ingegno con oggetti e cose che trova attorno a lui. Oltre a ripudiare la violenza e l’uso delle armi, MacGyver non fuma ed è astemio. Beh, forse gli ultimi due “vizi” non sono proprio rilevanti ai fini di questo articolo: tuttavia è bello notare come il suo talento sia distaccato anche da questi. E’ probabile che tu stia pensando: va bene, carino sto MacGyver, ma cosa c’entra con il lavoro e la ricerca di un’occupazione. Te lo spiego subito. Ci sono persone che hanno persino italianizzato il talento di MacGyver usandolo un po’ come icona: il MacGyver è infatti spesso quella persona in grado di trovare soluzioni inaspettate, creativamente efficaci e realizzate con le risorse disponibili (impensabili). Insomma, un PROBLEM SOLVER. Ed ecco il punto in comune. Il talento di MacGyver è proprio questo: un autentico Problem Solver. Preciso subito. Un problem solver non è solo colui che TROVA SOLUZIONI, ma è soprattutto colui che le trova attraverso meccanismi e strategie che sono fuori dal comune pensiero. Risolvere un problema è facile quando hai le...
Babbo Natale è un Coach!

Babbo Natale è un Coach!

“A Natale puoi riprendere a sognare” dice il testo della canzone “A Natale puoi” Scorrendo il testo, trovi anche frasi come: “a Natale si può dare di più, si può fare di più!” Insomma, a Natale PUOI. E’ come se, durante il periodo natalizio, entrassi in una dimensione magica in cui tutto è possibile. Praticamente, come un buon Coach, Babbo Natale è lì a ricordarti alcune cose che possono fare la differenza nella vita: 1. Tira fuori il meglio A Natale si diventa più buoni. Ci sentiamo più liberi di esprimere la nostra affettività e le nostre emozioni. Scriviamo bigliettini in cui ringraziamo e auguriamo il meglio agli altri. Siamo più in contatto con il nostro Cuore e la nostra parte migliore. Recuperiamo quelle relazioni importanti che forse abbiamo un pò trascurato negli ultimi mesi e ci dedichiamo con più attenzione agli altri. Insomma, nel periodo natalizio riusciamo a tirare fuori il meglio e, se riusciamo farlo a Natale, allora, possiamo farlo quando vogliamo! 2. Amare Babbo Natale sa che senza amore non puoi fare nulla di buono. L’amore è la traccia musicale che devi constantemente ascoltare. Per amore, Babbo Natale intende la passione, l’energia, l’attenzione, la presenza che devi avere nel vivere la tua vita e nel fare le cose. Devi essere innamorato di quello che fai. Devi metterci Cuore. Babbo Natale si veste di rosso per ricordartelo. 3. Sognare Puoi esprimere i tuoi desideri. Puoi scrivere letterine in cui ti lasci andare al sogno. Perchè? Perchè tutto nasce da un sogno. Le grandi conquiste, i grandi cambiamenti, le grandi scoperte sono state possibili, perchè qualcuno ha sognato...
Oltre i Propri Confini: la Genesi

Oltre i Propri Confini: la Genesi

Lo confesso. C’è voluto più di un anno. Dopo l’ultimo percorso di coaching alla ricerca di… di qualcosa di… oltre. Un anno di apprendimento e sei formatori internazionali accomunati dalla filosofia di Rudolf Steiner. Cos’aveva a che fare il programma di “International Corporate Coaching” con la scultura, l’arte, la spiritualità che ha intriso il percorso? In azienda poi…? Il coraggio in genere non mi manca. Ma… E poi: finchè siamo a Desenzano, in quella location magica, con persone aperte al nuovo, ok. Ma qui a Bari, con l’ambiente con cui abbiamo a che fare ogni giorno, la vedo dura. Ok, ok, non vi sto a tediare oltre. Certe scuse le conoscete meglio di me. Poi l’opportunità (e il destino) viene a bussare prima delle vacanze estive. Questa volta ha le sembianze di Pasquale Adamo e Daniela Marrocco, due colleghi con lo spirito giusto e l’energia data dall’età e dalla voglia di sostenere la bontà di una disciplina che può fare la differenza nella vita delle persone. Decido di accogliere il loro invito a dare il mio punto di vista sul coaching e mi butto: va bene, se lo facciamo con creatività. Ci saranno altri colleghi che parleranno di cos’è il coaching e di che risultati può portare. Io voglio sperimentare. E voglio farlo con qualche forma d’arte. Come avevo già fatto con un altro gruppo di coraggiosi colleghi che con me sta muovendo i primi passi in un coaching “transpersonale” (oltre la persona, orientato alla realizzazione del sé attraverso l’integrazione della dimensione spirituale). Il workshop di settembre va oltre le aspettative e tutti mi chiedono qualcosa in più… Pasquale...
Il Cerchio: metafora di vita

Il Cerchio: metafora di vita

Il cerchio è una figura geometrica estremamente affascinante. Il fascino di questa figura geometrica è molto antico. Platone considerava il cerchio come la figura geometrica perfetta. Per il Buddismo Zen il cerchio significa illuminazione. La terra la disegniamo come un cerchio, così come il sole, la luna e tantissimi pianeti. Ci sediamo in cerchio, ci si mette in cerchio intorno ad un focolare e ci si accampava in cerchio. Anche C. G. Jung si è espresso ampiamente su questo simbolo: “Il cerchio si manifesta nel culto solare dei primitivi o nelle religioni moderne, nei miti o nei sogni, nei motivi mandala dei monaci tibetani, nei piani astronomici, indica sempre l’aspetto essenziale della vita, la sua complessiva e definitiva globalità.” Insomma, sembra proprio che questa figura abbia qualcosa di speciale. Per questo, uso la figura del cerchio per proporre alcune riflessioni, che non riguardano la geometria, ma ben altre “sfere“. Per questo, uso la figura del cerchio durante le mie lezioni, come metafora di vita. Seguimi un istante. Prendi carta e penna e disegna un cerchio. La prima cosa che puoi notare è che quando disegni un cerchio parti da un punto (punto iniziale) e termini nello stesso punto (punto finale). E’ come se non ci fosse differenza tra il punto di inizio e il punto di fine. Cosa ti ricorda? Probabilemente,  la vita e la morte. Sembra che la nascita sia la morte di qualcosa (pensa alla bruco) e che la morte sia la nascita di qualcos’altro (pensa alla farfalla). Proprio come nel cerchio: non c’è distinzione! Sono la stessa cosa. Anche quando un bambino viene al mondo (nasce),...
7 indizi per riconoscere persone di successo

7 indizi per riconoscere persone di successo

Le persone di successo hanno dei tratti in comune? L’ipotesi che c’è dietro a questa domanda è la seguente: se le persone di successo hanno elementi in comune, allora, sarà il caso di individuarli e farli nostri. Mi sono posto questa domanda qualche anno fa. Nel frattempo, grazie alla mia attività di Life Coach, ho avuto la possibilità di incontrare e intervistare molte persone di successo. Ecco cosa è emerso: 1) Sono organizzati. Tutte le persone di successo che ho incontrato, sono molto ben organizzate. Le loro scrivanire, magari, possono essere disordinate, ma hanno delle abitudini organizzative e una certa disciplina invidiabile. Le loro giornate sono scandite in modo preciso e organizzato. E’ facile capire il perchè. In questo modo, riescono a essere sia più produttive, sia abbassare i livelli di stress. Abitudini  positive (come quella di svegliarsi ogni giorno molto presto) e un’agenda con appuntamenti ben scanditi, ti aiuta a gestire al meglio il tempo a disposizione. 2) Hanno un pizzico di follia. Sono creativi, anticonformisti, originali. Tutto questo, li può anche far sembrare un tantino folli. Non sto parlando di persone sconsiderate e incapaci di ragionare. Anzi. Sono persone che nel loro ristretto campo d’azione (per esempio, nella loro professione) sono capaci di uscire dagli schemi, di essere lungimiranti, innovativi. Pensaci. E’ una caratteristica essenziale per il successo. Molto spesso, sono persone che hanno anticipato i tempi. Sono riuscite a scorgere opportunità prima degli altri. Per questo, alcune volte risultano un tantino folli. 3) Hanno un atteggiamento ottimista. Su questo non c’è dubbio. Naturalmente, come Life Coach, so quanto pesa avere un atteggiamento positivo e propositivo per...
Decidere è difficile

Decidere è difficile

Decidere è difficile! E’ inutile prendersi in giro. E’ talemente difficile che tante discipline si sono occupate di analizzare il processo decisionale: la psicologia, la filosofia, la sociologia, persino la matematica! Allora, ammettiamolo: decidere è difficile. OK. Ma non impossibile! Pensaci un istante. La differenza tra le persone di successo e le persone che non riescono nella vita, sono proprio le decisioni. La capacità di prendere la decisione migliore. Questo ci dice che, imparare a decidere è possibile. In questo articolo, voglio passarti alcuni elementi che ti aiuteranno a scegliere, nel momento in cui ti troverai di fronte a delle decisioni da prendere. La maggior parte delle decisioni si riducono a una scelta tra due alternative. Facci caso. Tutte le volte che hai dovuto prendere una decisione e non sapevi cosa scegliere, eri indeciso tra due alternative. Il problema era proprio questo. Ti ero chiuso in due sole opzioni, evidentemente, entrambe insufficienti per te! Abbiamo 2 emisferi, quindi, probabilmente, è il nostro cervello che in maniera automatica ci pone solo due alternative tra cui scegliere. In realtà, ti basta soffermarti un attimo, per iniziare a trovare tantissime altre strade. Il mio suggerimento è quello di andare oltre le 2 opzioni e metterti alla ricerca di altre strade possibili. Forse, scoprirai che la risposta che stai cercando si trova lì. Impara ad ascoltare la tua parte profonda Analizzare la situazione. Valutare i pro e i contro. Fare una ponderazione oggettiva delle cose. E’ abbastanza semplice. Certo, è il primo passo per prendere una decisione. Ma se la soluzione non arriva, allora, bisogna trovare la risposta altrove. Fino a questo momento,...
Se hai studiato tanto ma non fai la differenza, devi andarci soft

Se hai studiato tanto ma non fai la differenza, devi andarci soft

  Voglio essere molto schietto con te. Lo so. Ci sono passato anche io. E con te e me molti altri. Hai studiato tanto! Hai passato tra i banchi di scuola minimo 20 anni…Tanti vero? E non solo. Fosse bastato solo studiare. Hai dovuto impegnarti e arrivare a terminare gli studi. Qualche volta studiando 7 camicie, o forse arrivando alla sufficienza per continuare a viverti la vita che ti eri riservato. Come sia andata davvero tu solo lo sai. Fatto sta che a questo punto le entrate e le uscite davanti agli esami sono terminate. Hai quel cappello di laureato stampato in una foto con i parenti che avrai cura di postare sul tuo social e forse anche stampare (poche cose vale la pena stampare in effetti ormai, ma quella per forza). Una tappa. Un risultato. Importante. Così ti dicono tutti. E ora, ti sei affacciato da qualche tempo nel mondo del lavoro. Fiero di quel pezzo di carta importante tra le mani (almeno così dicono i genitori, gli zii e i nonni) e tanti colloqui alle spalle. Tutti dicono che sei bravo. Che sei in gamba. Che sei uno che studia molto, si applica, è affidabile, competente, pur senza esperienza. Allora pensi: macino esperienze, continuo a farmi la “gavetta” …anche se ti rode: dopo tanti anni di studio. Eppure, l’equazione non torna. Com’è che – parenti a parte – non ti arriva sto benedetto riconoscimento professionale? Allora, continui a cercare, continui a dimenarti tra un’offerta di lavoro e un’altra. Tra un’esperienza professionale e un corso professionalizzante. Il tuo Curriculum Vitae si arricchisce di competenze, di corsi e di attestati:...
Intelligenza Emotiva: cos’è e come allenarla

Intelligenza Emotiva: cos’è e come allenarla

Sai cos’è l’intelligenza emotiva? Non è semplice rispondere a questa domanda, perché l’intelligenza emotiva è composta da una serie di elementi che si mescolano tra loro. Tecnicamente, l’intelligenza emotiva è la capacità di riconoscere, utilizzare, comprendere e gestire in modo consapevole le proprie ed altrui emozioni. Per capirci, è una sorta di “saggezza”  basata sull’empatia, sull’assertività e la gestione delle emozioni. Negli ultimi anni, sull’intelligenza emotiva si sta concentrando moltissima attenzione, sia nel campo lavorativo, che nel benessere personale. Sai perché? Perché l’intelligenza emotiva ti consente di essere molto più efficace nella tua professione e molto più attento nella relazione con gli altri e con te stesso. Lasciami fare alcuni esempi. L’intelligenza emotiva ti consente di: Produrre risultati facendo leva sulle proprie emozioni e pensieri Usare i propri sentimenti per un fine Scoprire i motivi profondi che ci spingono all’azione Intuire i sentimenti, le emozioni e gli stati d’animo degli altri Socializzare facilmente ed essere un punto di riferimento per gli altri Prendere decisioni importanti. Ora, ti chiedo di immaginare la portata di queste abilità sia nel lavoro, che nella tua vita privata! Naturalmente, l’intelligenza emotiva va sviluppata e allenata, scopri come cliccando qui. Aumentare la propria intelligenza emotiva porta vantaggi enormi. Te ne indico solo alcuni: Liberarsi più facilmente da emozioni pericolose come: rabbia, odio, rancore, astio. Non farsi condizionare dal giudizio degli altri Non sentirsi inadeguati Saper affrontare situazione difficili Saper imparare dagli errori Sviluppare fiducia in se stessi Raggiungere obiettivi ambiziosi Relazionarsi efficacemente con gli altri Saper superare conflitti. Il punto è che l’intelligenza emotiva non puoi solo studiarla. Non è sufficiente. Per questo ci sono...
Come misuro il successo? Dalla felicità

Come misuro il successo? Dalla felicità

Circa un mese fa ero a Rimini per lavorare insieme a 600 imprenditori ad un workshop sul marketing e lo sviluppo di progetti correlati. Hai capito bene: 600 imprenditori. Tutti e 600 seduti tra i banchi di un palazzetto dello sport ad imparare dai “grandi”, da chi ce l’aveva fatta e da chi aveva da condividere modelli e strumenti per “farcela a nostra volta”. Non starò qui a farti il resume di ciò che ho imparato. Ma una cosa voglio dirtela. Uno dei maestri – Jay Abraham, che per dirtela in breve è il fautore del successo dei libri che oggi fa vivere nella fama Antony Robbins, coach mondiale e ispiratore – ha portato la nostra attenzione SUL VALORE. Parola che forse non ti aspetti da un americano e che con i soldi ha ben poco a che fare. Te la riassumo così: per avere successo con il tuo brand, il tuo progetto e la tua iniziativa devi poter pensare sempre al VALORE, all’elemento differenziante positivo che è in grado di portare nella vita delle persone cui è destinato. Apparentemente fa molto new age e poco concreto. E non è finita qui: pensare  al VALORE significa anche occuparsi di quel valore aggiunto che le persone che contribuiscono a realizzare quel progetto/prodotto/servizio/brand stanno ricevendo nel loro lavoro.   Jay lo ha chiamato Love Label. Per tutti noi lì, coach compresi, aveva il sapore del fare le cose con amorevolezza e con  passione, determinazione e sano divertimento.   Perché se ciò che fai non ti diverte, non ti appassiona, non ti dà valore e non dà valore alle persone cui è...
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