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Competenze trasversali e Coaching. Ecco cosa è accaduto.

Competenze trasversali e Coaching. Ecco cosa è accaduto.

16 gennaio 2017 sveglia ore 06:00 ho l’adrenalina a mille. E’ il primo dei due grandi giorni pensati, organizzati e attesi con il grande Coach Pasquale Adamo e i miei colleghi coach. Mi fiondo fuori da casa, direzione Università degli Studi di Bari, Aula Magna: WORKSHOP DI COMPETENZE TRASVERSALI – TEAM WORKING – PROBLEM SOLVING – COACHING le competenze per il mercato del lavoro. Registrazione partecipanti con i miei colleghi e la grande Coach Daniela Marrocco con la sua professionalità. Inizia il Workshop dal quale ognuno trarrà benefici, insegnamenti per la crescita professionale e personale. Il Coaching sviluppa le competenze efficaci per realizzare progetti concreti nella vita personale, aziendale e sportiva con una grandissimo impatto benefico. La parola coach significa “cocchio” mezzo che trasporta una persona dal luogo in cui è a dove desidera andare, questo è il compito del Coach. GLI INTERVENTI DELLE TESTIMONIANZE AZIENDALI Giunge il momento delle testimonianze aziendali. Nella “complessa” società odierna – come l’ha definita il Prof. Paolo Contini, Sociologo dell’Università di Bari,  nel suo intervento durante il workshop – la competenza tecnica non è sufficiente e và integrata con le competenze trasversali. L’uomo ha bisogno del suo simile per essere riconosciuto nel suo ruolo. Per vivere la sua quotidianità, ha bisogno di empatizzare con gli altri, perché nel suo essere c’è molto di più del suo saper fare.” Poi, l’intervento del dott. Francesco Basile, Responsabile HR Bosch BARI, che mi piace riassumere in questo modo. “In un colloquio di lavoro le competenze trasversali e il proprio Personal Branding, con il quale si afferma chi si è, cosa appassiona, cosa si ama fare fanno...
Come ho superato la Paura e ho realizzato il Sogno

Come ho superato la Paura e ho realizzato il Sogno

Lo sai bene: l’unica cosa che ti impedisce di realizzare il tuo sogno è la tua paura. Però, sai anche che una cosa è dirlo e tutta un’altra storia è viverlo. Ed è proprio questo che desidero fare in queste righe: raccontarti come ho realizzato il mio sogno, solo dopo aver superato la mia paura. Il sogno è questo. Nel 2012 ho creato la Scuola di Coaching MCI (Master Coach Italia). Sono partito da Bari, ma il sogno era quello di avviare MCI in diverse regione d’Italia (questo è un passaggio fondamentale). In poco tempo, MCI si è trasformata nel punto di riferimento del Coaching in Puglia. Abbiamo avviato tanti progetti di coaching, oltre al percorso formativo per diventare Coach Professionisti (siamo già alla settima edizione!). Grazie alla collaborazione con la Coach Daniela Marrocco, abbiamo avviato progetti di coaching nelle Scuole Pubbliche, nelle Aziende, nello Sport e, naturalmente, con i privati. Fin qui tutto bene. Ho dovuto lavorare tanto, superare molti ostacoli e dedicare tante energie. Però, sinceramente, ti dico che non è stato così difficile. Sai perchè? Perchè non avevo paura. Non mi ponevo limiti. Ero molto sicuro della strada da intraprendere e come arrivarci. Mi sentivo pronto, all’altezza e sicuro delle mie capacità. Ti dico questo, perchè le cose sono andate in modo molto diverso, quando è giunto il momento di avviare le sedi di MCI in altre Regioni. La paura è venuta a bussare alla porta della mia mente e ha trovato le porte spalancate. Cosa è accaduto? Dopo aver reso in Puglia, MCI un brand affermato e sinonimo di qualità nel Coaching, era giunto il...
Team Working, Problem Solving e Coaching. Il racconto.

Team Working, Problem Solving e Coaching. Il racconto.

Team Working, Problem Solving e Coaching. Questo il titolo del Worskop organizzato presso l’Aula Magna dell’Ateneo di Bari, da Master Coach Italia. I Coaches Pasquale Adamo,  Direttore didattico della Scuola di Coaching MCI e Daniela Marrocco (Docente della Scuola di Coaching MCI) hanno guidato gli intervenuti formativi. Obiettivo: scoprire le risorse-chiave (Soft Skils) del successo personale e professionale, con particolare attenzione a quelle attualmente più ricercate dal mondo del lavoro. In queste due giornate di formazione si sono alternati gli interventi del Sociologo Paolo Contini. Dell’imprenditore Carlo Stramaglia, self-made man di POSTandSERVICE. Del Responsabile HR BOSCH di Bari, Francesco Basile e dell’ideatore del programma di Controradio Passion Fruit, Francesco Iannone.  Inoltre, i partecipanti hanno potuto ascoltare le testimonianze di alcuni Coaches (ex allievi MCI). Io, Vincenza Tridente, Coach e Tutor della Scuola di Coaching MCI, ero tra questi. Sono intervenuti anche i Coaches Marilena Satalino, Daniela Pietromonaco e Nicola Loiacono. COSA HO IMPARATO?   Organizzare, insieme a tutti loro questo importante evento, mi ha permesso di vivere i temi dell’incontro. Sì, perché Team Working vuol dire proprio questo: lavorare insieme per realizzare un obiettivo comune. Vuol dire avere una “visione” precisa della meta da raggiungere e porre in essere tutte quelle strategie “di gruppo” utili per conseguirla. Vuol dire fare gruppo senza perdere di unicità. Vuol dire conoscere i propri limiti per poterli superare grazie al lavoro di squadra. Lavorare in team significa anche risolvere i problemi in team. Il Team working sta al Problem Solving, come l’osservazione e l’ascolto attivo, la condivisione e la comunicazione empatica, stanno alla flessibilità e alla gestione del conflitto. Denominatore comune di queste due giornate...
L’autoregolamentazione nella professione del Coach

L’autoregolamentazione nella professione del Coach

Una caratteristica della professione del coach è l’assenza di un albo cui essere obbligatoriamente iscritti e la possibilità dell’autoregolamentazione. Questa circostanza è valida sia a livello nazionale, che a livello internazionale. A questo punto, però, è spontaneo chiedersi quali siano i riferimenti di garanzia della qualità di questa professione. In ambito internazionale il Coach professionista può certificarsi individualmente o in forma collettiva(enti/associazioni/cooperative). In entrambi i casi secondo le norme UNI CEN ISO (recepite dalla l. n. 4/2013 all’art. 9 co. 2). In punto di fatto l’unica norma UNI di riferimento per la professione del coaching è la n. 11601/2015. Quest’ultima definisce la qualità del servizio con lo scopo di orientare e guidare i Coach nell’esercizio della professione e favorire la scelta informata e consapevole da parte degli utilizzatori dei servizi di coaching. Quindi, questa norma riguarda la qualità del servizio e non i requisiti per essere Coach Professionista. Pertanto, per quanto concerne la qualità del servizio si può fare riferimento alla norma UNI n. 11601/2015. Mentre, per i requisiti per essere Coach Professionista, l’Unione Europea deve ancora emanare la norma definitiva. Cosa accadrà con la norma definitiva? Quando saranno resi ufficiali i requisiti, gli organismi accreditatori (per esempio le Associazioni di Coaching che vorranno candidarsi), dovranno dapprima accreditarsi ad Accredia, per quanto riguarda il territorio Italiano. Accredia è l’Ente Italiano di Accreditamento,  che si occupa degli standard degli organismi certificatori, il cui placet è necessario per poter avere la facoltà di accreditare o certificare la conformità alla norma tecnica UNI della qualità della professione di Coach al singolo professionista, anche non iscritto ad alcuna associazione. In ambito nazionale la...
Il Coaching esalta il tuo essere unico e vincente

Il Coaching esalta il tuo essere unico e vincente

IL COACHING ESALTA IL TUO ESSERE UNICO E VINCENTE Cosa dice Wikipedia sul Coaching? Sono partita da lei, l’enciclopedia open source più cliccata. Perché di Coaching si parla e si pretende di dire tanto. Sul web, in una banale ricerca, riusciresti a imbatterti in così tante risorse da confonderti. Ci sono così tanti tipi di coaching e altrettanti sinonimi di questa professione che la metà basta a riempire una pagina intera. Così, ho cercato di vedere su WIKIPEDIA, e ho trovato questo: Il coaching è una strategia di formazione che, partendo dall’unicità dell’individuo, si propone di operare un cambiamento, una trasformazione che possa migliorare e amplificare le proprie potenzialità per raggiungere obiettivi personali, di team, manageriali e sportivi. E’ incredibile. WIKIPEDIA mi ha stupita, perché nella prima riga ha già individuato il PUNTO ESSENZIALE di questa strategia di formazione. Non so quanto sia esaustiva questa definizione, che per “de-finizione” mette troppi limiti alla UNICITA’ delle persone. Però, svela l’elemento più importante. L’unicità, ovvero quell’elemento di autenticità che fa la differenza tra le persone. Oscar Wilde diceva: : “Sii te stesso. Tutto il resto è già stato preso”. E aveva ragione in tante cose. L’autenticità è quella caratteristica personale e assolutamente soggettiva che rende la PERSONA un elemento unico delle relazioni e del sistema. Nelle aziende, si insegna – male aggiungo – un concetto: tutti utili nessuno indispensabile. In realtà, fossimo nella seconda rivoluzione industriale, probabilmente questo assioma sarebbe ancora vero. Ed è pur vero che LE PERSONE fanno una grande differenza nelle aziende. Certo, in potenziale, chiunque è capace di fare qualsiasi cosa. Il punto è: come e in quanto tempo...
Hai il Talento di MacGyver? Allora, sei un Problem Solver

Hai il Talento di MacGyver? Allora, sei un Problem Solver

Non so se tu puoi ricordare questo personaggio di un telefilm americano andato in onda dal 1986 al 1992. MacGyver è un agente operativo di un’Agenzia Governativa (chiamata DXS che sta per Department of eXternal Services) che, successivamente, diviene un attivo collaboratore della Fondazione Phoenix. È un eroe solitario che non fa uso di violenza né di armi da fuoco. Aiuta i deboli, rispetta l’ambiente, ama il prossimo ed è fiducioso nella legge. Le sue armi sono l’ingegno e l’intelligenza e l’unico suo equipaggiamento è un coltellino svizzero che utilizza spesso nei suoi cosiddetti “macgyverismi”, opere dell’ingegno con oggetti e cose che trova attorno a lui. Oltre a ripudiare la violenza e l’uso delle armi, MacGyver non fuma ed è astemio. Beh, forse gli ultimi due “vizi” non sono proprio rilevanti ai fini di questo articolo: tuttavia è bello notare come il suo talento sia distaccato anche da questi. E’ probabile che tu stia pensando: va bene, carino sto MacGyver, ma cosa c’entra con il lavoro e la ricerca di un’occupazione. Te lo spiego subito. Ci sono persone che hanno persino italianizzato il talento di MacGyver usandolo un po’ come icona: il MacGyver è infatti spesso quella persona in grado di trovare soluzioni inaspettate, creativamente efficaci e realizzate con le risorse disponibili (impensabili). Insomma, un PROBLEM SOLVER. Ed ecco il punto in comune. Il talento di MacGyver è proprio questo: un autentico Problem Solver. Preciso subito. Un problem solver non è solo colui che TROVA SOLUZIONI, ma è soprattutto colui che le trova attraverso meccanismi e strategie che sono fuori dal comune pensiero. Risolvere un problema è facile quando hai le...
Babbo Natale è un Coach!

Babbo Natale è un Coach!

“A Natale puoi riprendere a sognare” dice il testo della canzone “A Natale puoi” Scorrendo il testo, trovi anche frasi come: “a Natale si può dare di più, si può fare di più!” Insomma, a Natale PUOI. E’ come se, durante il periodo natalizio, entrassi in una dimensione magica in cui tutto è possibile. Praticamente, come un buon Coach, Babbo Natale è lì a ricordarti alcune cose che possono fare la differenza nella vita: 1. Tira fuori il meglio A Natale si diventa più buoni. Ci sentiamo più liberi di esprimere la nostra affettività e le nostre emozioni. Scriviamo bigliettini in cui ringraziamo e auguriamo il meglio agli altri. Siamo più in contatto con il nostro Cuore e la nostra parte migliore. Recuperiamo quelle relazioni importanti che forse abbiamo un pò trascurato negli ultimi mesi e ci dedichiamo con più attenzione agli altri. Insomma, nel periodo natalizio riusciamo a tirare fuori il meglio e, se riusciamo farlo a Natale, allora, possiamo farlo quando vogliamo! 2. Amare Babbo Natale sa che senza amore non puoi fare nulla di buono. L’amore è la traccia musicale che devi constantemente ascoltare. Per amore, Babbo Natale intende la passione, l’energia, l’attenzione, la presenza che devi avere nel vivere la tua vita e nel fare le cose. Devi essere innamorato di quello che fai. Devi metterci Cuore. Babbo Natale si veste di rosso per ricordartelo. 3. Sognare Puoi esprimere i tuoi desideri. Puoi scrivere letterine in cui ti lasci andare al sogno. Perchè? Perchè tutto nasce da un sogno. Le grandi conquiste, i grandi cambiamenti, le grandi scoperte sono state possibili, perchè qualcuno ha sognato...
Oltre i Propri Confini: la Genesi

Oltre i Propri Confini: la Genesi

Lo confesso. C’è voluto più di un anno. Dopo l’ultimo percorso di coaching alla ricerca di… di qualcosa di… oltre. Un anno di apprendimento e sei formatori internazionali accomunati dalla filosofia di Rudolf Steiner. Cos’aveva a che fare il programma di “International Corporate Coaching” con la scultura, l’arte, la spiritualità che ha intriso il percorso? In azienda poi…? Il coraggio in genere non mi manca. Ma… E poi: finchè siamo a Desenzano, in quella location magica, con persone aperte al nuovo, ok. Ma qui a Bari, con l’ambiente con cui abbiamo a che fare ogni giorno, la vedo dura. Ok, ok, non vi sto a tediare oltre. Certe scuse le conoscete meglio di me. Poi l’opportunità (e il destino) viene a bussare prima delle vacanze estive. Questa volta ha le sembianze di Pasquale Adamo e Daniela Marrocco, due colleghi con lo spirito giusto e l’energia data dall’età e dalla voglia di sostenere la bontà di una disciplina che può fare la differenza nella vita delle persone. Decido di accogliere il loro invito a dare il mio punto di vista sul coaching e mi butto: va bene, se lo facciamo con creatività. Ci saranno altri colleghi che parleranno di cos’è il coaching e di che risultati può portare. Io voglio sperimentare. E voglio farlo con qualche forma d’arte. Come avevo già fatto con un altro gruppo di coraggiosi colleghi che con me sta muovendo i primi passi in un coaching “transpersonale” (oltre la persona, orientato alla realizzazione del sé attraverso l’integrazione della dimensione spirituale). Il workshop di settembre va oltre le aspettative e tutti mi chiedono qualcosa in più… Pasquale...
Il Cerchio: metafora di vita

Il Cerchio: metafora di vita

Il cerchio è una figura geometrica estremamente affascinante. Il fascino di questa figura geometrica è molto antico. Platone considerava il cerchio come la figura geometrica perfetta. Per il Buddismo Zen il cerchio significa illuminazione. La terra la disegniamo come un cerchio, così come il sole, la luna e tantissimi pianeti. Ci sediamo in cerchio, ci si mette in cerchio intorno ad un focolare e ci si accampava in cerchio. Anche C. G. Jung si è espresso ampiamente su questo simbolo: “Il cerchio si manifesta nel culto solare dei primitivi o nelle religioni moderne, nei miti o nei sogni, nei motivi mandala dei monaci tibetani, nei piani astronomici, indica sempre l’aspetto essenziale della vita, la sua complessiva e definitiva globalità.” Insomma, sembra proprio che questa figura abbia qualcosa di speciale. Per questo, uso la figura del cerchio per proporre alcune riflessioni, che non riguardano la geometria, ma ben altre “sfere“. Per questo, uso la figura del cerchio durante le mie lezioni, come metafora di vita. Seguimi un istante. Prendi carta e penna e disegna un cerchio. La prima cosa che puoi notare è che quando disegni un cerchio parti da un punto (punto iniziale) e termini nello stesso punto (punto finale). E’ come se non ci fosse differenza tra il punto di inizio e il punto di fine. Cosa ti ricorda? Probabilemente,  la vita e la morte. Sembra che la nascita sia la morte di qualcosa (pensa alla bruco) e che la morte sia la nascita di qualcos’altro (pensa alla farfalla). Proprio come nel cerchio: non c’è distinzione! Sono la stessa cosa. Anche quando un bambino viene al mondo (nasce),...
7 indizi per riconoscere persone di successo

7 indizi per riconoscere persone di successo

Le persone di successo hanno dei tratti in comune? L’ipotesi che c’è dietro a questa domanda è la seguente: se le persone di successo hanno elementi in comune, allora, sarà il caso di individuarli e farli nostri. Mi sono posto questa domanda qualche anno fa. Nel frattempo, grazie alla mia attività di Life Coach, ho avuto la possibilità di incontrare e intervistare molte persone di successo. Ecco cosa è emerso: 1) Sono organizzati. Tutte le persone di successo che ho incontrato, sono molto ben organizzate. Le loro scrivanire, magari, possono essere disordinate, ma hanno delle abitudini organizzative e una certa disciplina invidiabile. Le loro giornate sono scandite in modo preciso e organizzato. E’ facile capire il perchè. In questo modo, riescono a essere sia più produttive, sia abbassare i livelli di stress. Abitudini  positive (come quella di svegliarsi ogni giorno molto presto) e un’agenda con appuntamenti ben scanditi, ti aiuta a gestire al meglio il tempo a disposizione. 2) Hanno un pizzico di follia. Sono creativi, anticonformisti, originali. Tutto questo, li può anche far sembrare un tantino folli. Non sto parlando di persone sconsiderate e incapaci di ragionare. Anzi. Sono persone che nel loro ristretto campo d’azione (per esempio, nella loro professione) sono capaci di uscire dagli schemi, di essere lungimiranti, innovativi. Pensaci. E’ una caratteristica essenziale per il successo. Molto spesso, sono persone che hanno anticipato i tempi. Sono riuscite a scorgere opportunità prima degli altri. Per questo, alcune volte risultano un tantino folli. 3) Hanno un atteggiamento ottimista. Su questo non c’è dubbio. Naturalmente, come Life Coach, so quanto pesa avere un atteggiamento positivo e propositivo per...
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