agosto 2016 - Master Coach Italia
Le convinzioni limitanti

Le convinzioni limitanti

Perchè è così importante eliminare le proprie convinzioni limitanti? Qual è il potere delle credenze limitanti e in che modo condizionano la nostra vita? Vediamo insieme di fare chiarezza e di comprendere come funzionano le convinzioni limitanti. 1) Una credenza limitante è uno stato della mentale rispetto a qualcosa o qualcuno. “Mario è una persona inaffidabile” è una convinzione su qualcuno. “Gli aerei sono pericolosi” è una convinzione su qualcosa. “Io sono una persona paurosa” è una convinzione su di sè Come puoi leggere dagli esempi, questo qualcosa o qualcuno può essere anche te stesso. Ed è facile comprendere come questi pensieri possano influire sulla propria vita. 2) E’ uno stato della mente che si ripercuote sui tuoi comportamenti “Se pensi che Mario sia inaffidabile, ti comporterai in un certo modo con lui” “Non prenderai mai l’aereo” “Tenderai a guardere tutto come una minaccia” Naturalmente, le tue convinzioni non si fermano ai soli pensieri, ma influenzano anche i tuoi comportamenti, condizionandoli e restringendo il tuo campo d’azione. 3) La convinzione limitante determina anche i risultati che ottieni e che non ottieni. “Con Mario non avrai un buon rapporto” “Ti perderai pezzi di mondo, raggiungibile solo con l’aereo” “Tenderai a restare sempre nella tua zona di confort” Ovviamente, dopo aver condizionato i tuoi pensieri e i tuoi comportamenti, il passaggio successivo sarà determinare i tuoi risultati. Ti ricordo che la tua Autostima si basa anche sui risultati che sei riuscito a ottenere! 4) La convinzione limitante si autoconferma. “Costruendo un cattivo rapporto con Mario, pensi che aumentino le possibilità che lui si dimostri una persona affidabile?” “Che risonanza avrà dentro...
THE COACHING ISLAND – THE LAND OF UNLIMITED OPPORTUNITIES

THE COACHING ISLAND – THE LAND OF UNLIMITED OPPORTUNITIES

Il mio viaggio nell’universo delle infinite opportunità è cominciato nel momento in cui ho deciso di scoprire il mio talento in un workshop tenuto dal Coach Pasquale Adamo, Direttore della Scuola di Coaching MCI di Bari. In quell’occasione, il mio inconscio ha avuto la meglio mettendo al tappeto la mia “parte razionale” che da tempo mi limitava, ricordandomi i problemi familiari, economici e lavorativi da gestire tutti contemporaneamente, e le mie batterie quasi scariche. E’ così che le mie risorse inconsce, come bravi api operarie, si sono messe all’opera e ho cominciato ad allenarmi in modo serio per affrontare il cambiamento. Avversario duro, allenamento duro. Questo ho pensato. Sì, perché spesso accade che il nostro peggior nemico siamo proprio noi stessi. Le nostre credenze, i condizionamenti e in generale tutti quei filtri, che alterano e limitano le nostre capacità percettive. Guardare il mondo con occhi diversi è diventato il mio obiettivo! Però, per costruirlo e raggiungerlo in modo corretto avevo bisogno di una guida adeguata. Prima ancora di scegliere la Scuola di Coaching MCI, io ho scelto loro come Guida e Maestro: Daniela Marrocco e Pasquale Adamo. Loro hanno spalancato con delicatezza e determinazione le porte di accesso alle mie risorse inconsce, lanciandomi come un astronauta con la sua nave spaziale nell’universo delle infinite possibilità, in cui muovermi a mio agio è stato semplicemente naturale. In questo meraviglioso viaggio, guidata dalla voce dei miei Maestri, ho scoperto nuovi mondi da esplorare, ovvero quelli delle persone che con me hanno condiviso questo percorso. In ognuna di loro mi sono rispecchiata e da ognuna di loro mi sono sentita compresa: da...
Perchè faccio quel che faccio?

Perchè faccio quel che faccio?

 “Perché faccio quel che faccio”? Domanda che apre, come emerso nel precedente articolo (clicca qui), a risposte importanti e a nuove consapevolezze per Ri-progettare il proprio Personal Branding. Domanda che fa comprendere quella sensazione d’insoddisfazione che spesso ci accompagna nella nostra professione e quasi sempre provocata da aspettative e progetti non perfettamente in linea con chi siamo. E ci accorgiamo di percorrere una strada diversa da quella che avevamo immaginato e a fare i conti con risultati e successi inferiori a quelli che avevamo sognato, dando colpa, il più delle volte, al mercato che non ci apprezza.  Se ci pensiamo, comunichiamo sempre qualcosa di noi, e oltre ad essere ciò che gli altri vedono, siamo anche come noi ci descriviamo agli altri e spesso lo facciamo in modo inconsapevole. Siamo esseri in continua comunicazione, i nostri gesti, le nostre parole, le nostre azioni, il lavoro che svolgiamo parla di noi, tutto racconta di noi. E qui è importante chiedersi: “Quello che facciamo, come ad esempio la professione che svolgiamo, è frutto dei nostri desideri o è un lavoro trovato per caso o il desiderio di qualcun altro? E’ in linea con la persona che siamo?” Se il Personal Branding è anche comunicare la propria unicità, cosa aspettiamo a scegliere NOI stessi ciò che vogliamo che gli altri dicano di NOI? Scegliamo NOI la strategia per promuoverci e raccontare chi siamo. Ecco la necessità di individuare e definire i nostri punti di forza. Sfruttare al meglio ogni risorsa, esaltare le qualità personali, valorizzare la nostra immagine e gli elementi che ci differenziano dagli altri. Ri-progettare il proprio Personal Branding ci...
Che valore diamo ai nostri sogni?

Che valore diamo ai nostri sogni?

Una frase dello scrittore SERGIO BAMBARÉN recita così: “Arriva un momento nella vita in cui non rimane altro da fare che percorrere la propria strada fino in fondo. Quello è il momento d’inseguire i propri sogni, quello è il momento di prendere il largo,  forti delle proprie convinzioni” e mi piace pensare che sia davvero così, ovvero che per tutti, un giorno, arrivi il momento di realizzare i propri sogni, spinti da una forza, un’energia misteriosa, dal vento del cambiamento e della consapevolezza, che fa scattare qualcosa dentro di noi e ci fa vedere chiaramente la strada da percorrere verso la felicità e l’autorealizzazione. Tuttavia, mi guardo intorno, e capisco che anche questo è un sogno, perché la realtà che mi circonda è ben diversa: gente che corre continuamente dietro al lavoro, alla carriera, alle incombenze familiari, ai fallimenti, al successo, al denaro, alle mode del momento, al tempo che non basta mai e tutto questo con gli occhi fissi sul tablet o sullo smartphone, che ormai sono diventati a tutti gli effetti parte del nostro corpo e della nostra mente. Questo vuol dire che abbiamo smesso di sognare? Forse sì, forse no, dipende dalle persone, dal tipo di convinzioni che hanno e dal loro livello di consapevolezza e determinazione, ma una cosa è certa, intrappolati nel vortice delle necessità quotidiane, spesso perdiamo di vista i nostri sogni o non sappiamo come tradurli in realtà, in progetti concreti, in azioni e comportamenti che portino autentico benessere a noi e all’ambiente in cui viviamo, soprattutto in termini di relazioni. E quindi ci arrendiamo, scoraggiati, ancor prima di cominciare, come disse Henry Ford: “Sono più quelli che rinunciano, che quelli che falliscono”! E allora...
Peak Performance: la strada per l’eccellenza

Peak Performance: la strada per l’eccellenza

“Ero in gara, senza alcuna aspettativa di risultato, mi stavo divertendo e nessuno sforzo sembrava sfiorarmi, i punti arrivavano come se fossero gocce di pioggia dal cielo, in modo del tutto naturale. Tutto intorno a me era quasi irreale, i sensi erano amplificati, tutti i profumi li ricordo ancora e che dire del tatto? Ero un tutt’uno con la mia attrezzatura, ogni volta che impugnavo il mio arco era come se diventasse un prolungamento del mio braccio. In qualsiasi modo le tiravo, le mie frecce andavano lì nel centro di un bersaglio che ad ogni scoccare mi sfidava dicendomi: “dai colpiscimi”!  (Luciano Spera) “Oggi ero in partita”, “era tutto molto facile”, “in qualsiasi modo la tiravo, la palla entrava”. Tante volte abbiamo ascoltato da atleti espressioni come queste, addirittura condite da incredulità,  al termine di una competizione. Proprio in questi momenti, l’atleta ha vissuto una condizione psicofisica eccellente, che lo ha portato ad eseguire gesti tecnici senza sforzo apparente e con un risultato al di sopra delle sue aspettative. “Una specie di momento magico nel quale tutto si svolge perfettamente, dal punto di vista sia mentale che fisico, e la qualità eccezionale della prestazione sembra oltrepassare gli ordinari livelli di rendimento” (Williams, 1986) questa è la peak performance. Durante una prestazione di picco gli atleti vivono uno stato psicofisico ottimale definito  di “flow” in cui tutto accade con il totale coinvolgimento delle capacità tecniche, fisiche, tattiche e mentali in perfetto equilibrio tra di loro. Mescolando un po’ di fantasia alla prestazione sportiva, possiamo ben comprendere che l’attenzione, durante la peak performance,  è inconsciamente focalizzata sul “qui ed ora”, sul...
Ri-progetta il Tuo Personal Branding

Ri-progetta il Tuo Personal Branding

Ti racconto una storia del mio lavoro di Business Coach. Francesca, nome di fantasia, è una professionista che si annoia facilmente. Non riesce a rimanere per lungo tempo a lavorare con la stessa società e quando lo fa, sente il bisogno di trovare altri lavori da svolgere contemporaneamente. Ovviamente questo non piace ai suoi datori di lavoro e ben presto Francesca si ritrova a dover cercare un nuovo incarico. Continua così per un po’ di anni, a volte è lei che si licenzia, altre è la società con cui lavora che le chiede di andare via. Francesca mi contatta e nella prima sessione mi dice “Credo di aver sbagliato tutto, pensavo di aver realizzato il mio sogno scegliendo il lavoro che faccio, ma forse non è per me…” Nel percorso di Coaching, Francesca vede con più chiarezza tante cose. Si rende conto che la scelta, prima degli studi e poi del lavoro, è perfettamente in linea con il suo essere e con i suoi valori e comprende il motivo per cui si annoia facilmente. Per lei è importante sentire la libertà di scegliere, la libertà di conoscere nuove persone, la libertà a nuovi stimoli. Le piace relazionarsi con gente nuova e occuparsi di più progetti contemporaneamente. Tutto questo la fa sentire in pace con se stessa e soprattutto solo così sente di esprimere il meglio di sé. Scopre che il lavoro da dipendente è un po’ stretto per una professionista come lei, che ama esplodere la sua creatività nelle relazioni e in nuovi progetti. Così decide di intraprendere la libera professione. Decisione che le fa cambiare totalmente direzione. Una...
CRESCERE E FAR CRESCERE = COACHING

CRESCERE E FAR CRESCERE = COACHING

Qualche anno fa, decisi di seguire i seminari che il Coach Pasquale Adamo (Direttore didattico della Scuola di Coaching di Master Coach Italia) avrebbe tenuto nella mia città. Ai primi seminari ne sono seguiti altri, ed ero sempre più entusiasta del mondo del coaching che Pasquale Adamo con garbo e accoglienza spiegava. Un giorno, durante un suo incontro formativo, disse ad un partecipante: “è una buona cosa stare bene. Ma cosa accredrebbe se tu potessi stare ancora meglio?” Così decisi di frequentare la Scuola di Coaching MCI. Mi piaceva moltissimo l’idea di poter guardare oltre e di innalzare i miei livelli di benessere. Il processo è stato semplice: iscrizione, corso, esami e qualifica. Il percorso, però, è stato estremamente interessante. Fermata dopo fermata, il viaggio è diventato meraviglioso, con due guide espertissime Coach Pasquale Adamo e Coach Daniela Marrocco (“due mostri sacri“) che hanno saputo con eccellente maestria trasmettere il loro sapere con garbo, umiltà ed accoglienza, stando sempre un passo accanto a noi allievi. Un viaggio di quattro mesi con un programma esauriente, due assistenti guide, la nostra Tutor e Coach Luana Berardi  e l’Avvocato Maria Carducci sempre pronte e disponibili ad ogni esigenza di noi allievi Giorno dopo giorno mi sono resa conto della mia crescita interiore. Mi sono sentita rivoltata come un calzino. Non nascondo che all’inizio mi sono sentita spiazzata, ma con il tempo mi sono vista come un calzino colorato, rifinito meravigliosamente, dopo un bellissimo percorso interiore nel quale ho visto me stessa da varie angolazioni. Un percorso che mi ha consentito di emergere, di tirare fuori il meglio di me. Cosa farne di...
Il mio percorso di Coaching: nulla accade per caso

Il mio percorso di Coaching: nulla accade per caso

“NULLA ACCADE PER CASO” sono le quattro parole che mi hanno colpito durante la prima lezione presso la Scuola di Coaching  di Master Coach Italia. Non è stato il caso a farmi scoprire il mondo del coaching, durante le lezioni di un esame universitario facoltativo. Sentivo che ci sarebbe stato qualcosa che mi avrebbe messo in condizione di scegliere se e come cambiare la mia vita. Così come non è stato il caso a presentarmi il mio Coach, nonché Direttore didattico della Scuola di Coaching MCI, Pasquale Adamo. Fin dal primo momento capii che sarebbe stato il mio formatore, ecco perché non è un caso se pur avendo conosciuto diversi coach e diverse scuole di coaching, quando si è trattato di sceglierne una, mi son diretto ad occhi chiusi verso Master Coach Italia. Non è un caso se, sia con la mia Tutor, Coach Luana Berardi, sia con ogni singolo compagno di viaggio in questa magnifica avventura, si sia instaurato da subito un legame fatto di sorrisi spontanei, comprensione, immedesimazione. Non è per caso che si è formata la nostra classe, credo che ognuno di noi abbia avvertito l’attrazione nell’intraprendere questo percorso e come il battito delle ali di una libellula che provoca uno tsunami dall’altra parte del mondo, così ognuno di noi credo sia stato attratto nello stesso momento dallo stesso pensiero: è il momento di agire! Ecco! Un’avventura. E’ così che definirei il percorso fatto in questi quatto mesi, un’avventura ricca di scoperte, riflessioni, una caccia al tesoro, dove il tesoro è “l’altro” e la mappa attraverso la quale raggiungerlo ci è stata disegnata dettagliatamente e spiegata...
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