aprile 2016 - Master Coach Italia
Il potere dell’Attenzione

Il potere dell’Attenzione

Hai mai fatto caso al potere dell’Attenzione? Sostanzialmente, l’Attenzione è un processo cognitivo che permette di selezione alcuni stimoli ambientali e ignorarne altri. Stiamo dicendo che la tua Attenzione ti consente di scegliere e soffermarti su alcuni input che arrivano dall’esterno e di trascurarne altri. È una sorta di filtro che fa passare delle cose e impedisce il passaggio di altre. Al termine di un bel film visto al cinema in compagnia, ti sarà capitato di confrontarti su ciò che più ti ha colpito: alcune immagini o scene, alcuni momenti salienti, oppure alcune frasi. Non potrai ricordarti tutto il film, in tutti i suoi dettagli, ma sicuramente ti ricorderai di alcune informazioni, piuttosto che di altre. Questo avviene anche grazie alla (o a causa della) tua Attenzione! Ora, estendi questo esempio in tutti i campi della tua vita e ti sarà facile comprendere il potere dell’Attenzione. 1) Quando ti arrabbi per qualcosa che è stato detto, dov’è la tua Attenzione? 2) Quando stai facendo una nuova conoscenza (amico, collega, probabile partner, etc.) come usi la tua Attenzione? 3) Quando devi affrontare una situazione impegnativa (un esame, un colloquio, un conflitto) dove lasci che ti porti la tua Attenzione? Potrei continuare così a lungo, ma non ce n’è bisogno: il messaggio è chiaro! La tua Attenzione determinerà la tua reazione e le tue scelte. Durante i miei incontri di Coaching, passo ai miei clienti diversi strumenti per gestire la propria Attenzione. Tu puoi iniziare con una semplice, ma potente domanda: Dove sto ponendo Attenzione? A cosa sto facendo Attenzione e cosa, invece, sto trascurando? Questa domanda ti consentirà di fermarti un attimo,...
La Privacy nel Coaching

La Privacy nel Coaching

Il coach, durante i colloqui, entra in possesso di informazioni personali del cliente. Oltre a custodirli con cura per guidarlo nel suo percorso di crescita personale, ha il dovere di conservarli secondo le norme della privacy.   Ogni volta che un coach si appresta ad intraprendere il proprio cammino con il coachee (o cliente) inevitabilmente viene a conoscenza non solo dei dati personali, ma anche dei dati sensibili di quest’ultimo. Per questo appare opportuno un approfondimento in materia di privacy anche per questa nascente professione, al momento non ancora totalmente regolamentata. Dal 2003 con il D. Lgs. n. 196/2003 i dati personali e sensibili sono stati sottoposti ad una precisa tutela dal legislatore. Partiamo da qui: è necessario innanzi tutto comprendere la differenza tra i dati personali ed i dati sensibili. I dati personali corrispondono a qualunque tipo di informazione relativa a persona fisica, persona giuridica, ente o ad associazione, identificati o identificabili, anche indirettamente, mediante riferimento a qualsiasi informazione in circolazione: semplificando, ci riferiamo, ad esempio, a nome, cognome, codice fiscale, ecc. I dati sensibili invece si identificano in tutte quelle informazioni idonee a rivelare l’origine razziale ed etnica, le convinzioni religiose, filosofiche o di altro genere, le opinioni politiche, le adesioni a partiti, sindacati, associazioni od organizzazioni a carattere religioso, filosofico, politico o sindacale. Si ritengono, poi, dati sensibilissimi (rientranti comunque nella categoria dei dati sensibili), quelle informazioni che rivelano lo stato di salute e l’orientamento sessuale, o più in generale la vita sessuale di ciascun individuo. Nell’esercizio della sua professione, il coach viene necessariamente a conoscenza delle informazioni personali del coachee. Questo accade perché il coach,...
E se non sapessi di essere un Talento?

E se non sapessi di essere un Talento?

Possiedo un talento? Lo vivo? Lo sono? O mi trovo a fare della mia vita ciò che è venuto? Ti sei mai posto queste domande? Il talento è un affare tosto, serio, vero, vitale. Che tu sia una persona con un ruolo ordinario, un imprenditore, un professionista, un insegnante o un impiegato, tutta questa storia del talento potrebbe sembrarti strana, persino inutile e banale. Ma lasciami dire solo questo: sapere qual è il tuo talento o quello delle persone che cooperano o vivono con te, può regalarti un vantaggio competitivo diverso. Investire sul talento è una cosa vera, una storia seria. Se non investirai nel tuo talento ti troverai a vivere una serie di situazioni negative, eccone alcune: 1)      tutto ciò che farai sarà intriso di fatica (di quella non bella), di giustificazioni, ritardi, incompetenza latente e, soprattutto, risultati marginali, fino ad arrivare all’apatia (se sei anche genitore lo avrai riscontrato in alcuni giovani teenager, forse proprio nei tuoi figli). 2)      perderai il senso delle cose e gran parte della motivazione a farle. E non importa quanti quattrini sarai disposto a investire su una persona, se non indaghi e non attivi il suo talento avrai sprecato gran parte del tuo investimento. 3)      il talento sfumato, frustrato o ignorato porta ad atteggiamenti lontani dalla cooperazione e dalla cordialità 4)      burn out, ovvero esaurimento tuo  o delle risorse 5)      appiattimento della leadership: il tuo carisma vacilla 6)      incrinatura del rapporto di fiducia con le persone a cui sei legato o dei collaboratori: non sarà facile fidarsi di te o loro di se...
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