gennaio 2016 - Master Coach Italia
Gli opposti si attraggono

Gli opposti si attraggono

“Ma quanti siamo in questa testa?” Se ti capita di pensarlo, non spaventarti! Siamo fatti di opposti, siamo un tutto. Seguiamo la riflessione di Luana Berardi, allieva della Scuola di Coaching di MCI, per capirne di più.   Gli opposti si attraggono. Quante volte ti è capitato di dire o sentire questa frase? Di solito viene riferito a due persone, ad una coppia, in amicizia o in amore. Cosa accade se invece attribuiamo questa frase a noi? Alla nostra persona? Una possibile risposta è che l’essere umano sia profondamente dicotomico. Il termine dicotomia deriva dal greco e indica la divisione di un’entità in due parti che non necessariamente si escludono a vicenda ma che possono essere complementari. Questo mi ha portato a pensare che, probabilmente, anche noi siamo una entità divisa in due parti.  Infatti, siamo cuore e mente. Anima e corpo. Istinto e ragione. Amiamo e odiamo. Soffriamo e gioiamo. Quante volte ci sentiamo divisi in due parti? Magari quando non riusciamo a prendere una decisione, oppure di fronte ad una scelta di vita importante.   Le cose si complicano quando sentiamo dentro di noi che questi opposti non si attraggono, quindi, abbiamo la sensazione che le due entità restino separate. Ne deriva che siamo confusi, ci sentiamo smarriti nel labirinto dei nostri opposti. Questo accade perché commettiamo l’errore di pensare che le due parti non si possano allineare, come se fossero necessariamente distinte e separate, dando per scontato che non ci sia una via di uscita da questo labirinto. Ma, ricordate la puntualizzazione che ci indicava la definizione di dicotomia all’inizio?  Le due parti non necessariamente si escludono a vicenda,...
Tutto quello che non ti hanno detto sull’ultima riga delle favole

Tutto quello che non ti hanno detto sull’ultima riga delle favole

Non basta esprimere un desiderio: devi anche dargli una chance. P. Marrone   Pensaci un momento su: sei bravissimo ad esprimere desideri. Magari sul tuo comodino c’è persino The Secret, ovvero il libro de il desiderio che diventa realtà per antonomasia. Non starò qui a sciorinarti i suoi record di vendita da best seller, ma dimmi, campeggia anche nella tua libreria? Sai io ci ho provato a strofinare forte forte forte, per vedere se il genio balzasse fuori dalla lampada, come nella favola di Aladino, e pronunciasse le fatiche parole “Dimmi padrone! Qual è il tuo desiderio?” E io, a voce alta “Il mio desiderio è…” bla bla bla. Solo che è tutto lì. In quel Bla Bla Bla il punto, il dato, il problema. Ti pare che un desiderio sia una cosa pronta, lì, ferma come nel carrello di un e-commerce, che aspetta giusto un click per essere ordinato? Ti pare? E andiamo… e la carta di credito qual è? Quanto piena devo averla? Qual è il costo? Ammettilo, te le sei fatte anche tu queste domande. E se non fosse così, ora, insieme a me le vedi comparire all’orizzonte, sono diventate un dato, il tuo dato, il punto della questione. Perché ogni domanda è ricca di senso. Smettiamola con questo pensiero positivo che tutto avvera. Ci vuole un costo… dai, quanto costa sto desiderio? Già… quanto, ma, soprattutto, come costa questo desiderio? Qual è la moneta giusta per dare a un desiderio la chance di diventare realtà? È tutta colpa delle favole, infondo, di quelle antiche, come Aladino e il suo Genio e Cenerentola, o di quelle...
Vuoi raggiungere un desiderio? Mettiti in punta di piedi!

Vuoi raggiungere un desiderio? Mettiti in punta di piedi!

Tutto ciò che vale la pena di essere vissuto merita lo sforzo di alzarti almeno in punta di piedi. Non so se ci avevi mai pensato, ma ora mi viene in mente nitida un’immagine. Hai presente quando eri bambino, piccolo, decisamente sotto statura per raggiungere qualsiasi cosa fosse di tuo interesse, vagamente diverso dal solito. Ok, hai ragione. Praticamente tutto. Certo, sapevi già muovere qualche passo, ma alzarsi in punta di piedi per guadagnare quei centimetri era uno sforzo sovrumano che potevi ripetere per pochi secondi – eternità da eroi, per quanto potevi saperne da bambino. E non ci arrivavi a prendere quell’infernale aggeggio di cui scarsamente conoscevi il nome! Certo, il tutto nel buio assoluto o magari lontano dagli sguardi di mamma e papà, così pronti a fermarti verso la scalata e la conquista della vetta. Non ricordo se nella mia immaginazione o nella mia storia personale – o nella tua – avessi delle scarpe ai piedi. Onestamente non so nemmeno quanta importanza potessero avere. La cosa importante era solo raggiungere la vetta. Quei centimetri che ti separavano dall’oggetto della ricerca, della sfida, che erano tra te e il tuo desiderio. Deve essere cominciata così per ciascuno di noi, per te, per me. Quella spasmodica estensione verso qualcosa che stava ineluttabilmente in alto: un po’ come le stelle in cielo, o le nuvole per Heidi, o il sole per Icaro. Insomma, il desiderio faceva da molla per muoverci verso l’alto, con tutto il nostro apparato motorio, ogni singolo muscolo pur di scoprire e raggiungere quell’oggetto. Che importava se sarebbe poi stato utile: nemmeno sapevi cosa fosse. Già, il...
Cambia la tua Storia con 9 domande

Cambia la tua Storia con 9 domande

Ti sei accorto che tutte le volte in cui ti accade qualcosa di negativo ti racconti sempre la stessa storia? Di fronte a sconfitte, fallimenti ed esperienze negative reagisci sempre allo stesso modo e ottieni sempre lo stesso risultato. Vuoi sapere perché? Perché interpreti quello che accade attraverso una storia di vita, che hai deciso di scrivere in modo inconsapevole. Ti sto dicendo che in un dato momento della tua vita passata, quando ti sei trovato a vivere un’esperienza negativa hai sviluppato una convinzione madre. Questa convinzione ha dato forma alla tua Storia. Di qui in poi, tutto quello che ti è accaduto l’hai interpretato sempre alla luce di questa tua Storia, creando una sorta di profezia auto-avverante, che si ripete negli anni. È come se avessi imparato un copione di vita da recitare continuamente. Qualche esempio? Ripetersi “Non sarò mai felice”, “Nessuno mi ama”, “Resterò solo”, “Non lo merito”. E questi sono solo alcuni. Quello che sto affermando è molto importante, perché questa storia non lascia spazio al cambiamento, alla creazione di risposte differenti e si afferma continuamente. Purtroppo, tutto questo avviene ad un livello inconsapevole. La tua convinzione madre, agisce ad un livello profondo, facendoti fare scelte e spingendoti a prendere decisioni che servono a confermare la trama della tua storia. La notizia positiva è che, prendendo consapevolezza di questa storia, hai anche la possibilità di cambiarla! Attraverso la tecnica delle “9 domande per il cambio di storia” individui la tua vecchia Storia, così da portarla ad un livello di consapevolezza. Riconosci i tuoi comportamenti e quelle azioni che metti in atto e che ti spingono a...
Per cambiare il tuo futuro cambia le tue parole

Per cambiare il tuo futuro cambia le tue parole

Della parola futuro sappiamo che deriva dal participio futuro del verbo latino essere, fuo, letteralmente “che sarà“, “che è da essere”, e che ha in sé una forza proiettiva che affonda le radici nel presente. Ma che mi diresti se ti chiedessi cosa sai delle parole del futuro? Già cercando di indicare cos’è il futuro ci troveremmo di fronte a una grande varietà. Il prossimo secolo, un bambino non ancora nato, l’innovazione che un’azienda sta introducendo sul mercato, le priorità che attendono una telefonata per essere definite, cosa mangeremo domani, il momento in cui la lancetta dei secondi si sposterà in avanti: tutte definizioni valide di futuro. Infatti, il futuro contiene in sé molto di più di quanto siamo disposti a vedere. Nominandolo richiamiamo qualità buone e meno buone, aspettative, convinzioni e paure che hanno costruito nella nostra mente e nelle nostre scelte una serie di sentieri, talvolta inconsapevoli, su cui tendiamo a tornare. I sentieri tracciati dalle esperienze passate possono costituire anche preziosi insegnamenti, sottolineate da espressioni positive come “sono capace”, “sono certo che qualsiasi cosa io scelga sarà la migliore”, “il risultato che otterrò sarà positivo”, “sono meritevole”. Forse hai già avuto modo di verificarlo: le persone che rivolgono i loro pensieri in questa direzione riescono ad ottenere risultati migliori sotto tutti i punti di vista, perché spinti da una grande motivazione al vivere l’esperienza, supportata dalla capacità di coglierne i lati positivi, a prescindere dal risultato raggiunto. Ma cosa accade quando i sentieri consegnano alla mente insegnamenti meno positivi, convinzioni limitanti tratte dalle esperienze del passato? In questo caso le frasi che ricorrono – qualcuna forse...
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