novembre 2015 - Master Coach Italia
Start Up: le domande per farle germogliare

Start Up: le domande per farle germogliare

A cosa può dar vita l’incontro tra Start Up e Coaching? Per prima cosa, a molte utili riflessioni. Quelle che seguono sono frutto di un’esperienza condivisa dal coach Pasquale Adamo con i giovani imprenditori ospitati dall’incubatore MEDAB dell’Istituto Agronomico Mediterraneo Bari. In questo contesto stimolante ed integrato, è stato loro proposto, tra gennaio e luglio 2015, un percorso di mentoring e coaching con l’obiettivo di accompagnare la germogliazione delle loro idee. Immaginate una ventina di ragazzi con un’idea di business per la testa, una Start Up, una sorta di seme che è stato solo scoperto, ma che occorrerà interrare e concimare. Ora immaginate che in questo processo intervenga un Coach, impegnato nell’accompagnarli alla scoperta dei loro punti di forza e di debolezza: di quali aspetti dovrà tenere conto in una realtà imprenditoriale che si sta formando? La mia esperienza di Coaching al fianco delle Start Up mi ha insegnato che è importante soffermarsi su alcuni punti generali che ora condividerò con voi. CHI La prima abilità che un Coach deve possedere per lavorare con le Start Up è quella di comprendere chi ha di fronte in termini di Business (attitudine all’imprenditorialità), in termini di motivazione (quanto ci credi nella tua idea) e in termini di team (quanto il gruppo di lavoro può chiamarsi Team). Naturalmente, il percorso di Coaching è stato differente sulla base dei dati riscontrati, ma in tutti i casi l’obiettivo principale è stato quello di creare affiatamento all’interno del Team, elemento indispensabile per prendersi cura della propria Start Up. A questa è seguita un’azione mirata ad innalzare i livelli di motivazione, condizione indispensabile per procedere con la realizzazione della...
A scuola di Soft Skills

A scuola di Soft Skills

Nel corso del mese di novembre, i coach Pasquale Adamo e Daniela Marrocco hanno proposto agli studenti dell’ITS Antonio Cuccovillo di Bari un percorso interattivo di sviluppo delle competenze trasversali. La tutor Luana Berardi racconta l’esperienza. Si vince anche quando si perde e si perde anche quando si vince. Potremmo dire che sia proprio questo il motto dell’esperienza che ha visto protagonisti gli studenti dell’Istituto tecnico Superiore “Cuccovillo” di Bari . Cosa significa? Significa che, per raggiungere un obiettivo comune e crescere insieme, occorre innanzitutto uscire dalla regola “vincere/perdere”, per arrivare a comprendere che ciò che conta davvero è condividere. Emozioni, strategie, metodo, competenze: tutte hanno concorso a far brillare il Team, a prescindere dalla sua vittoria o sconfitta. Quando si parla di lavoro di squadra, non si dovrebbe parlare in maniera così netta di sconfitta o vittoria, poiché il risultato che ne viene fuori è quasi sempre positivo. Per quale motivo, vi chiederete? Perché nella parola Team c’è già un seme di positività e di conquista. E questo i ragazzi lo hanno ben compreso. Come affermava Kurt Lewin Il Gruppo è qualcosa di più e di diverso della somma dei singoli individui che lo compongono. Insieme ai partecipanti abbiamo sperimentato che nel Team 1+1= 3. La collaborazione, lo spirito di gruppo, la messa a disposizione delle risorse di ognuno ha dato vita ad una sinergia positiva ed efficace.   È stato davvero entusiasmante vedere gli studenti mettersi in gioco, hanno sperimentato e cercato nuove strade per risolvere problemi con creatività ed entusiasmo. Incanalare questa energia è stato poi il passo più importante affinché tutti si sentissero valorizzati, apprezzati, utili, importanti. Siamo partiti...
3 azioni per Cambiare Abitudine

3 azioni per Cambiare Abitudine

Fumo, cibo, sedentarietà, sentimenti, ossessioni, social, WhatsApp. A pensarci bene qualche altro vizio c’è. Diciamolo chiaramente. Qualcuno di questi vizi non comporta grandi problemi, o eccessive rinunce o sacrifici o prezzi di chissà quale portata. MA, alcuni di questi VIZI – ovvero CATTIVE ABITUDINI – SI. Tra le cattivissime abitudini ci sono quelle legate ai pensieri: quelle frasi poco stimolanti, deprimenti e persino denigratorie che amabilmente riusciamo a formulare verso NOI STESSI, i nostri SOGNI, persino i NOSTRI OBIETTIVI, il nostro RUOLO, il nostro *aggiungici quello che vuoi*. Attenzione però: buone o cattive, le abitudini condizionano tutte il comportamento. Rappresentano una consuetudine a cui siamo quasi affezionati, tanto da veicolare e direzionare il nostro modo di pensare.   DOVE SONO LE “ABITUDINI”? Si trovano nella parte basale del nostro cervello (detto Basal Ganglia) che peraltro è proprio la sede degli istinti, ma anche dei sentimenti che attiviamo in modo inconsapevole e primitivo. Certo, ci siamo evoluti. Ed insieme al nostro cervello basale si è – per così dire, ma mica poi tanto – formato un cervello NUOVO, posizionato nella corteccia frontale. In questa parte del nostro cervello esiste la FORZA DI VOLONTA’, ed insieme la disciplina, che da qui hanno origine. Detto così, tutto facile, NON TI PARE? Basta decidere di cambiare un comportamento e tutto funziona. Eppure nella realtà, nulla è così semplice se parliamo di modificare un’abitudine. Vuoi vedere cosa risponderesti alla proposta di cambiarne una? “Non ci riesco, e che ci posso fare… è più forte di me.” Ti suona? Pensaci: rinunciare alla nutella, al controllo del cellulare sull’accesso del tuo partner in whatsapp, fumarti la...
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