ottobre 2012 - Master Coach Italia
Autostima e coaching

Autostima e coaching

L’autostima è un processo che porta l’individuo a VALUTARE e APPREZZARE se stesso tramite L’AUTO-APPROVAZIONE del  valore personale. Il termine AUTO-STIMA deriva appunta dalla capacità di fare una “stima” di se stessi. Ne consegue che l’autostima si basa sulle PERCEZIONI, cioè sui nostri sensi e sulle CONVINZIONI, cioè sui nostri modelli mentali. Entrambi sono strettamente collegati tra loro. Facciamo un esempio. Luca deve andare ad una festa. Mentre si prepara davanti allo specchio inizia ad osservare (vista) il suo corpo. Individuerà tutti i suoi difetti: troppo basso, troppo alto; troppo grasso, troppo magro; etc. (convinzioni) Le sue mani inizieranno a sudare (tatto) e penserà che le persone eviteranno di avere contatti con una persone con le mani sudaticce (convinzioni). A questo punto, Luca avvertirà dentro di sé un certo disagio poiché ha iniziato a non sentirsi all’altezza. Titubante si recherà alla festa. Nell’incontrare e salutare le persone presenti , la sua voce sarà insicura ed esitante (udito). Nella sua testa si susseguiranno pensieri (convinzioni) come: “che brutta figura che sto facendo” “non riesco nemmeno a parlare” “è meglio se evito le persone perché ho le mani sudate e gli altri potrebbero accorgersi del mio stato d’animo”. Avete notato come le percezioni e le convinzioni si siano alternate dando vita ad un pericoloso circolo vizioso che si auto-alimenta? Le percezioni hanno dato vita alle convinzioni e le convinzioni finiscono per alterare e condizionare le percezioni. Cosa fare? 1)    Gioca con le sottomodalità! Le sottomodalità sono un modo magico per giocare con i propri sensi. Per esempio, una volta un clienti mi ha presentato questo problema: “Il mio problema è che...
Coaching per il cambiamento

Coaching per il cambiamento

CAMBIA-MENTO. Volendo giocare un po’ con le parole “Cambia-mento” sembra suggerire un “cambio di mente”. Spesso, però, mostriamo una forte resistenza al cambia-mento, preferendo uno stato d’animo negativo e una sensazione di malessere piuttosto che modificare le proprie abitudini e il proprio stile di vita. Ammettiamolo! Quante volte abbiamo esplicitato le nostre buone intenzioni con frasi del tipo: “vorrei cambiare il mio modo di fare” “vorrei eliminare questa mia abitudine” e poi, abbiamo sistematicamente disatteso l’intenzione di partenza? Perché? Perché il cambia-mento richiede un impegno totale! Comporta entrare in un mondo sconosciuto e abbandonare una realtà consolidata… magari limitante e persino nociva, ma pur sempre “sicura”. Invece, il cambiamento implica una certa dose di stress dovuta all’incertezza e alla paura di affrontare qualcosa di nuovo! Allora, come motivarsi al cambiamento? Ecco alcuni suggerimenti pratici e immediati per iniziare a lavorare sulla resistenza al cambiamento. 1)      Prendete piena consapevolezza dei limiti e delle conseguenze che un certo comportamento limitante ha sulla vostra vita, sulle vostre relazioni e sul vostro benessere psico-fisico. Vi chiedo di fare una vera e propria lista. Mettere per iscritto, comporta una maggiore presa di coscienza della situazione e delle sue ripercussioni. 2)      Poi, pensate a cosa vorreste ottenere. Non vi sto chiedendo di pensare a cosa NON volete, ma al vostro obiettivo. Per esempio, piuttosto che affermare: “non voglio più soffrire in amore” “non voglio più essere così ansioso”, formulate in positivo il vostro obiettivo. “voglio vivere un amore felice” “voglio essere più sereno e tranquillo”. 3)      Individuate cosa potete fare, sia sul piano comportamentale che mentale, per realizzare il vostro obiettivo. Anche in questo caso...
Promuovere se stessi

Promuovere se stessi

Quante volte ti è capitato di sperimentare questo gioco? Scopri le differenze! Due vignette, apparentemente identiche, ma che in realtà nascondevano delle differenze! A volte grandi e visibile, tante altre piccolissime e impercettibili. Era importante concentrarsi, avere l’occhio allenato e saper cogliere le sfumature per poter individuare cosa cambiava da una immagine all’altra. Credo che questo gioco rifletta perfettamente una situazione che tutti noi abbiamo sperimentato, almeno una volta, nella vita. Ti chiedo di recuperare nella tua memoria, un momento in cui hai fortemente voluto qualcosa, in cui ti sei impegnato al 100% per ottenere un determinato risultato e hai raggiunto il tuo obiettivo. Può essere una situazione qualsiasi: la tua laurea,  la conquista di un partner, la risoluzione di un conflitto, la vendita di un prodotto, l’acquisizione di un nuovo cliente, la realizzazione di un sogno… In tutti questi casi, hai dato il meglio di te e hai adottato una strategia vincente per ottenere il risultato che ti eri prefissato. Probabilmente, ti sei preparato “fisicamente e mentalmente”, ti sei posto positivamente nei confronti tuoi e dell’obiettivo che avevi e poi ti sei lanciato nella sfida… (il tutto, più o meno consapevolmente) Ora, ti sarà capitato anche di non raggiungere il tuo obiettivo. Di essere insoddisfatto del tuo risultato e di aver “mancato il colpo”. Eppure, dal tuo punto vista, l’impegno profuso, la strategia messa in campo e le tue risorse impegnate sono state le medesime. Allora, cosa ha fatto la differenza? Durante i miei incontri di coaching e durante la mia attività formativa, utilizzo questo eccezionale strumento preso in prestito dal mondo della PNL (Programmazione Neuro Linguistica) e...
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